Martin Brandenburger è il nuovo amministratore delegato di Lidl Italia, una nomina che era stata annunciata già nello scorso novembre e che diventa operativa in queste ore per imprimere un’accelerazione allo sviluppo dell’insegna.

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il manager svizzero, forte di un’esperienza diciottenne all’interno del colosso tedesco della grande distribuzione organizzata, subentra a Massimiliano Silvestri, il quale aveva lasciato la carica lo scorso autunno dopo aver trascorso ventiquattro anni in azienda, di cui sei da amministratore delegato, per dedicarsi a nuovi percorsi professionali. Brandenburger, che ha già ricoperto ruoli di primo piano in diversi paesi europei tra cui Croazia e Svizzera, e che dal 2021 guidava con successo le operazioni in Grecia e a Cipro portando Lidl Grecia a diventare il secondo operatore della GDO in quel mercato, si trova ora a dirigere una macchina complessa e in piena espansione sul territorio italiano.

L’azienda che il nuovo amministratore delegato si trova a guidare conta attualmente ottocento punti vendita distribuiti sull’intero territorio nazionale, un traguardo festeggiato proprio nelle ultime settimane con un’inaugurazione a Milano che ha visto l’apertura di un supermercato in viale Corsica, e può contare su una forza lavoro di oltre ventitremila collaboratori supportata da dodici piattaforme logistiche. La rete, che ha chiuso l’ultimo esercizio fiscale con un fatturato di circa 7,44 miliardi di euro, una crescita del 3,9 per cento rispetto all’anno precedente che le vale una quota di mercato del 25,5 per cento nel canale discount, si prepara ad affrontare una fase di trasformazione strategica sotto la nuova leadership.

Il ritorno in Italia dopo otto anni e le priorità del mandato

Per Brandenburger si tratta di un ritorno in Italia, paese nel quale aveva già lavorato nel 2017 come membro del board con delega alle vendite e alla logistica, e la sua nomina arriva in un momento in cui la catena sta investendo massicciamente per raggiungere l’obiettivo dei mille negozi entro il 2030, con un piano di investimenti che prevede un miliardo e mezzo di euro per la realizzazione di centocinquanta nuovi store entro il 2029. Il manager, che in questi primi giorni di marzo prende ufficialmente le redini dell’operazione italiana, ha dichiarato di assumere l’incarico con grande determinazione e con lo sguardo rivolto al futuro, sottolineando come la sfida principale sarà quella di evolvere il modello di business ponendo al centro le persone e la sostenibilità.

Accanto alla nomina del nuovo amministratore delegato, Lidl Italia ha annunciato ulteriori cambiamenti nel proprio organigramma dirigenziale: Sebastiano Sacilotto, che ricopriva il ruolo di Chief People Officer, passa a Chief Operations Officer subentrando a Roberto Eretta, il quale andrà a svolgere la stessa funzione in Lidl Gran Bretagna in un’ottica di sviluppo professionale, mentre Marco Monego arriva dalla Germania per prendere il posto di Sacilotto e Maria Lovecchio è stata nominata Chief Merchandising Officer.

La valorizzazione del made in Italy come leva per l’export

Uno degli obiettivi principali che il nuovo corso si trova a dover perseguire, secondo quanto si apprende da una nota diffusa dall’azienda, riguarda il rafforzamento del posizionamento di Lidl non solo come punto di riferimento per la spesa degli italiani, ma anche come motore innovativo per l’economia del paese e per l’export del made in Italy attraverso la rete internazionale del gruppo. Brandenburger, che eredita una realtà in salute dopo anni di crescita continua sotto la precedente gestione, ha sottolineato l’importanza di portare i prodotti italiani con ancora più forza sui mercati internazionali, valorizzando quella filiera nazionale che rappresenta un asset strategico per l’insegna.

Il cambio al vertice avviene in un contesto competitivo piuttosto vivace per il canale discount italiano, che vale complessivamente oltre 29 miliardi di euro e vede Lidl saldamente al secondo posto dietro Eurospin ma con insegne come Aldi che crescono a ritmi sostenuti, segnando un +26,8 per cento di fatturato nell’ultimo anno. La sfida per il nuovo amministratore delegato sarà quella di mantenere la competitività sui prezzi e ampliare i servizi al cliente, continuando al contempo quel processo di modernizzazione della rete vendita che ha caratterizzato l’ultimo decennio, senza per questo snaturare il formato che ha decretato il successo dell’insegna nel paese.

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