Mfe, la staffetta tra Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi: al timone come presidente e ceo
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Redazione Economia
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La lunga transizione generazionale in seno al gruppo fondato da Silvio Berlusconi ha raggiunto un nuovo, significativo traguardo. MediaForEurope, la holding che controlla l’emittente televisiva, accelera la propria metamorfosi, abbandonando i panni della cassaforte finanziaria per indossare quelli, ben più operativi, di una media company multinazionale. In questo quadro di riorganizzazione, Pier Silvio Berlusconi ha visto le sue deleghe rafforzarsi ulteriormente: al ruolo di amministratore delegato, che già ricopriva, ha ora aggiunto anche la carica di presidente del gruppo. Una concentrazione di poteri che segna un passaggio epocale, considerando che la poltrona di numero uno viene lasciata da Fedele Confalonieri, il fedelissimo storico del Cavaliere, da oltre trent’anni simbolo della continuità aziendale del Biscione.
Non si tratta, però, di un addio definitivo alle scene per Confalonieri. Il decano dei manager italiani, all’età di 88 anni, si sposta su una posicao diversa, rimanendo all’interno del consiglio di amministrazione con il Titolo di statutory chairperson, una figura prevista dal diritto olandese, Paese in cui Mfe ha la propria sede legale. In questa veste, continuerà a presiedere le riunioni del board e le assemblee degli azionisti, fungendo da presidente non esecutivo e da punto di riferimento per il consiglio come Senior Non-Executive Director. Una sorta di staffetta, dunque, che vede il testimone della guida operativa ed esecutiva passare stabilmente nelle mani del secondogenito del fondatore.
Da holding a media company operativa: la nuova struttura orizzontale
La decisione assunta dal consiglio di amministrazione, fortemente voluta dallo stesso Pier Silvio Berlusconi, non si limita a un semplice rimpasto di vertice, ma ridisegna l’intera architettura gestionale del gruppo. L’obiettivo dichiarato è quello di coordinare e indirizzare in maniera più diretta e incisiva le attività televisive nei sei Paesi in cui Mfe è ormai presente, ovvero Italia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera e, da ultimo, il Portogallo, andando a creare un polo in grado di parlare a un bacino potenziale di 220 milioni di cittadini europei. Per farlo, si è scelto di abbandonare il vecchio modello verticale a favore di una struttura orizzontale, che integri tutte le funzioni di staff a livello di holding. Significa, in pratica, che ogni direzione avrà una responsabilità estesa a tutti i mercati, superando la frammentazione nazionale per operare come un’unica, grande realtà continentale.
A supporto di questa visione, sono state definite con precisione le nuove deleghe del management. Pasquale Straziota è stato nominato General Counsel con il compito di coordinare gli affari legali dell’intero gruppo. A Marco Giordani, già amministratore delegato della controllata tedesca ProSiebenSat.1, è stata affidata la responsabilità della finanza e dello sviluppo internazionale in qualità di Chief Finance e International Business Officer, mentre Simone Sole diventa il nuovo Chief Financial Officer. Sul fronte commerciale, Stefano Sala assume la carica di Chief Global Advertising Officer, guidando la raccolta pubblicitaria attraverso la piattaforma Mfe Advertising in tutti i paesi. Completano il quadro Niccolò Querci alle risorse umane e operations, Gina Nieri ai rapporti istituzionali internazionali e Mauro Crippa alla comunicazione rate.
Il futuro tra intelligenza artificiale e dati: le nuove direzioni strategiche
La riorganizzazione voluta da Pier Silvio Berlusconi guarda con decisione al futuro del settore, mettendo al centro due pilastri strategici: l’innovazione tecnologica e la gestione dei dati. Mfe ha annunciato infatti la creazione di nuove strutture dedicate, a riprova di come la trasformazione in media company non sia solo formale ma sostanziale. La prima riguarda lo sviluppo delle piattaforme digitali e dell’Intelligenza Artificiale, una direzione affidata a Dirk Voigtländer che farà leva sulle competenze già presenti nella sede di Monaco di Baviera di ProSiebenSat.1, mettendole a disposizione dell’intero gruppo. Una scelta che dimostra come il polo tedesco sia ormai considerato il centro di eccellenza tecnologico dell’intera galassia.
Parallelamente, un’attenzione particolare viene riservata all’analisi dei dati, aspetto cruciale in un’epoca in cui la misurazione delle audience e l’efficacia della proposta commerciale fanno la differenza. Federico di Chio è stato nominato Data and Media Currency Director e avrà l’incarico di presidiare e coordinare tutto ciò che riguarda le rilevazioni dei risultati editoriali, sia sulla televisione lineare che sulle piattaforme digitali. L’investimento in queste aree, insieme alla razionalizzazione delle strutture già avviata nel corso del 2025, dovrebbe tradursi in un beneficio economico di circa 300 milioni di euro, un risparmio che verrà messo a bilancio nel 2026 e che rappresenta una boccata d’ossigeno importante per finanziare la crescita paneuropea del gruppo.




