Mondiali 2026, la tripletta di Messi stende l'Algeria e lo consegna a Klose nella storia dei record

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel giorno in cui la sua presenza con la maglia dell'Albiceleste toccava quota duecento, Lionel Messi ha deciso di riscrivere l'ennesima pagina di un libro che sembra non voler conoscere l'ultimo capitolo; l'occasione, peraltro, non poteva essere più solenne, trattandosi dell'esordio in un Mondiale che per lui, alla sesta partecipazione e a quasi trentanove anni, rappresenta quanto di più simile a un ultimo, lungo tango.

Di fronte a un'Algeria che, guidata dal tecnico Vladimir Petkovic, era tornata a calcare i palcoscenici della Coppa del Mondo dopo un'assenza di dodici anni, l'Argentina non ha concesso scampo, imponendosi con un netto 3-0 che porta inconfondibilmente la firma del suo capitano.

Una tripletta che pesa come un record

Le reti sono arrivate a scandire i momenti chiave dell'incontro: la prima, al diciassettesimo minuto, ha subito indirizzato l'inerzia della partita, mentre la seconda, giunta al sessantesimo, ha di fatto spezzato le residue speranze di un'Algeria che fino a quel momento aveva cercato di arginare la furia offensiva avversaria, mostrando però il fianco su un errore del suo portiere che nulla aveva a che fare con la prestazione complessiva.

È stato proprio un intervento infelice di Luca Zidane – che, guarda caso, portava sulle spalle il peso di un cognome illustre e di una maschera protettiva per una frattura alla mandibola rimediata in campionato – a consegnare a Messi la rete del raddoppio, una delle più semplici della sua carriera, con la palla che gli rimbalzava letteralmente sui piedi davanti a una porta sguarnita.

Il sigillo finale, arrivato al settantaseiesimo minuto con un diagonale preciso che ha lasciato ancora una volta immobile il portiere algerino, non solo ha sancito il punteggio definitivo, ma ha permesso al dieci argentino di raggiungere un traguardo che, fino a poco tempo prima, sembrava appannaggio esclusivo di Miroslav Klose: sedici reti, che significano il primo posto a pari merito nella classifica dei migliori marcatori della storia dei Mondiali.

Il figlio d'arte e la lezione di un fuoriclasse

L'attenzione, inevitabilmente, si è concentrata anche sul confronto tra generazioni che questo match ha evocato; da una parte, il fuoriclasse argentino, al suo primo Mondiale nel lontano 2006 proprio contro il padre di Luca Zidane, Zinedine, e dall'altra il figlio di quel numero 10 che vent'anni fa aveva calcato gli stessi palcoscenici.

Per il portiere algerino, che deve gran parte della sua carriera alla possibilità di rappresentare le radici della sua famiglia, quella contro l'Argentina rappresentava un esordio da sogno, ma il sogno si è rapidamente trasformato in un incubo a causa degli errori che hanno minato la sicurezza della sua squadra; nonostante un paio di interventi che ne hanno in parte riscattato la prestazione, come quello sul tentativo di pallonetto di Messi, la sua serata resterà legata alla memorabile tripletta dell'avversario.

Dopo il vantaggio iniziale, gli africani hanno gradualmente abbassato il baricentro, quasi con un senso di rassegnazione di fronte all'evidenza di una disparità tecnica incolmabile, lasciando campo libero alla foga di un'Argentina che sembrava voler regalare la tripletta al suo capitano, ormai padrone assoluto del campo e degli equilibri di una gara che non ha mai messo in discussione la gerarchia tra le due contendenti.

Un cammino che continua a scrivere la storia

Il dato, oltre a quello puramente statistico, è profondamente simbolico, perché arriva a vent'anni esatti da quel pomeriggio del 16 giugno 2006 in cui il mondo del calcio scopriva per la prima volta un giovane talento capace di segnare e fornire un assist nei sedici minuti concessigli contro la Serbia e Montenegro.

Da allora, Messi ha attraversato tutte le fasi della sua carriera, fino a diventare campione del mondo in Qatar e a conquistare un record che, peraltro, lo pone ora a un solo gol dalla vetta solitaria di questa speciale classifica.

Dopo aver superato il brasiliano Ronaldo, fermo a quindici, l'obiettivo è ora quello di staccare Klose, ma per il momento la gioia per il traguardo raggiunto e per i tre punti conquistati contro un'Algeria che aveva dichiarato di non voler fare da comparsa, è più che sufficiente a far sorridere i campioni del mondo in carica.

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