Marine Le Pen torna in corsa per l’Eliseo dopo la sentenza d’appello
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Redazione Esteri
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Marine Le Pen è tornata ufficialmente in corsa per l’Eliseo dopo la sentenza della Corte d’Appello di Parigi che ha confermato la condanna per l’affaire degli assistenti parlamentari del Parlamento europeo. La leader del Rassemblement National è stata condannata a tre anni di carcere, di cui due con la condizionale, a 45 mesi di ineleggibilità, con 30 mesi sospesi, e a una multa di centomila euro. La decisione dei giudici non ha però bloccato la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali, perché la parte relativa all’ineleggibilità risulta già scontata a partire dal 2025.
La sentenza d’appello e le conseguenze per Marine Le Pen
Il processo d’appello concluso a Parigi ha confermato l’impianto accusatorio della procura, già sostenuto nella precedente decisione dei giudici di primo grado. Marine Le Pen è stata ritenuta colpevole di appropriazione indebita nell’ambito della vicenda legata agli assistenti parlamentari del Parlamento europeo tra il 2006 e il 2014. La condanna prevede anche un anno di carcere effettivo da scontare con il braccialetto elettronico, una misura che però è stata sospesa dopo il ricorso presentato dalla leader del Rassemblement National in Cassazione.
La sospensione del braccialetto elettronico consente a Marine Le Pen di affrontare la campagna elettorale senza dover portare il simbolo immediato della condanna durante gli appuntamenti pubblici. La situazione giudiziaria resta comunque legata al percorso politico della candidata, che si prepara a una nuova sfida per la presidenza francese dopo aver già tentato in tre occasioni precedenti di raggiungere l’Eliseo. La sentenza dei giudici e la possibilità di partecipare alla competizione elettorale hanno aperto il confronto sul rapporto tra decisioni giudiziarie e scelta degli elettori.
La candidatura all’Eliseo e il ruolo di Jordan Bardella
Marine Le Pen ha iniziato la campagna elettorale per le presidenziali francesi e si presenterà in ticket con Jordan Bardella, indicato come giovane delfino del partito. In caso di vittoria, Bardella sarebbe premier, anche se secondo quanto riportato alcuni esponenti interni al Rassemblement National avrebbero preferito affidargli direttamente il ruolo di candidato principale. La scelta di Le Pen come candidata mantiene quindi al centro della scena la leader del movimento, mentre la coppia politica con Bardella rappresenta l’impostazione scelta per la prossima sfida elettorale.
La candidatura di Marine Le Pen assume un peso rilevante anche per gli equilibri europei, perché un’eventuale vittoria del Rassemblement National porterebbe a uno spostamento dell’asse politico dell’Unione europea verso destra. Il possibile nuovo indirizzo viene collegato a una tendenza verso una politica di “meno Europa”, con conseguenze sul modo in cui la Francia potrebbe rapportarsi alle istituzioni europee e agli altri Paesi membri.




