Marine Le Pen condannata, ma candidata alle presidenziali francesi 2027
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Redazione Esteri
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Marine Le Pen condannata in appello per appropriazione indebita di fondi pubblici, ma ancora eleggibile: la leader del Rassemblement National ha annunciato che si candiderà alle elezioni presidenziali francesi del 2027 e presenterà ricorso in Cassazione. La decisione dei giudici non ha fermato il progetto politico della presidente del partito, che si è dichiarata “innocente” e ha confermato la volontà di correre per l’Eliseo. L’annuncio è arrivato dopo ore di attesa e ha aperto una nuova fase della campagna elettorale francese, con Le Pen pronta a trasformare la vicenda giudiziaria in un elemento centrale della sua sfida politica.
La sentenza della Corte d’Appello di Parigi ha previsto tre anni di reclusione, due dei quali con sospensione condizionale e uno da scontare ai domiciliari con braccialetto elettronico, oltre a una multa di 100 mila euro e 45 mesi di ineleggibilità. Di questi ultimi, 30 mesi sono sospesi e i 15 effettivi risultano già scontati considerando la decorrenza da marzo 2025. Il ricorso in Cassazione presentato da Marine Le Pen, secondo quanto annunciato, consente la sospensione della pena e apre la possibilità per la leader del Rassemblement National di candidarsi alle presidenziali del 2027 senza il vincolo del braccialetto elettronico.
La candidatura all’Eliseo dopo la sentenza della Corte d’Appello
Nelle sei ore tra la condanna in appello e l’intervista a Tf1 nella quale Marine Le Pen ha annunciato la candidatura, si è concentrata una fase delicata della politica francese. Nell’aula della Corte d’Appello di Parigi erano presenti numerosi sostenitori della leader del Rassemblement National, che ha ringraziato chi era arrivato per sostenerla prima di lasciare il tribunale con un’espressione cupa. Poco dopo la lettura della sentenza, Le Pen ha chiarito la sua posizione politica confermando la quarta campagna presidenziale della sua carriera e indicando il ricorso in Cassazione come passaggio decisivo.
Marine Le Pen ha inoltre annunciato che sarà candidata alle elezioni presidenziali del 2027 e ha dichiarato di voler affrontare la competizione elettorale senza il braccialetto elettronico. La leader del Rassemblement National intende utilizzare la vicenda giudiziaria come elemento della propria campagna, collegandola al progetto di “Rinascita” che vuole portare avanti. La sentenza, quindi, non ha modificato l’obiettivo della candidatura all’Eliseo, ma ha segnato l’avvio di una nuova fase del confronto politico francese.
Il ruolo del Rassemblement National e la sfida del 2027
La scelta di Marine Le Pen ha sciolto l’incertezza sulla candidatura all’interno del Rassemblement National. Il confronto tra la sua possibile presenza alle presidenziali e quella di Jordan Bardella è passato in secondo piano rispetto alla conferma della leader del partito, mentre l’estrema destra francese viene indicata nel testo come largamente in testa nei sondaggi. Dopo l’annuncio, Le Pen ha aperto la campagna elettorale dichiarando che, in caso di vittoria, Jordan Bardella sarebbe primo ministro.
La corsa alle presidenziali francesi del 2027 si inserisce in un quadro politico europeo più ampio descritto dal testo come un anno cruciale. Dopo la Francia sono citate Spagna e Italia, mentre a Berlino il cancelliere Merz dovrà confrontarsi con l’AfD e fuori dai confini dell’Unione europea anche Londra viene indicata come scenario di tensione politica con Farage. La candidatura di Marine Le Pen arriva quindi in un momento in cui diversi Paesi europei sono coinvolti in nuove dinamiche elettorali e politiche.




