Il Torino travolge il Parma, la striscia positiva di Cuesta si ferma all'Olimpico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La sosta, si sa, a volte gioca brutti scherzi, e per il Parma di Carlos Cuesta il ritorno in campo dopo la sosta per le nazionali si è trasformato in un incubo, materializzatosi nella serata dell'Olimpico Grande Torino contro i granata di Roberto D'Aversa. Il 4-1 con cui si è chiuso l'anticipo del venerdì della ventinovesima giornata ha il sapore di una brutta battuta d'arresto, interrompendo bruscamente quel filotto di cinque risultati utili consecutivi che aveva proiettato i ducali verso una zona di classifica decisamente più tranquilla. Per i crociati, costretti ora a leccarsi le ferite in vista dello scontro diretto di sabato prossimo contro la Cremonese, la serata è stata segnata da una serie di eventi avversi, a partire da un avvio da dimenticare per Zion Suzuki: il portiere giapponese, al rientro tra i pali, incassava dopo appena tre minuti il gol del vantaggio firmato da Giovanni Simeone, che lo beffava con un tiro passatogli sotto le gambe.

Nonostante lo choc iniziale, la reazione del Parma non tardava ad arrivare, dimostrando una volta di più quella fibra che Cuesta cerca di instillare nei suoi. Al minuto venti, un perfetto cross di Gabriel Strefezza trovava la testa di Mateo Pellegrino, il quale insaccava alle spalle di Alberto Paleari – non impeccabile nell'occasione, tanto da rimediare un'insufficienza nelle pagelle – per l'1-1 che sembrava rimettere le cose a posto. Il pareggio reggeva fino all'intervallo, nonostante la perdita per infortunio di Cremaschi, un'altra tegola per l'allenatore spagnolo, costretto a rivedere i piani già nel primo tempo.

Nella ripresa, però, il copione è cambiato radicalmente. Il Torino, probabilmente spronato dalle parole di D'Aversa nello spogliatoio, ha fatto suo il detto che il calcio è una questione di attimi. In due minuti, tra il cinquantacinquesimo e il cinquantasettesimo, i granata hanno chiuso la partita: prima Emirhan Ilkhan, deviando in rete una conclusione di Che Adams, riportava avanti i suoi, poi Mandela Keita, nel tentativo di anticipare un avversario, infilava sfortunatamente la propria porta, firmando l'autogol del 3-1 che spezzava le gambe agli emiliani. Una doppia mazzata da cui il Parma non è più riuscito a rialzarsi, apparendo frastornato e incapace di opporre la compattezza mostrata nelle precedenti uscite.

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