Addio a Paolo Di Nunno, l’uomo della storica promozione del Lecco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calcio italiano, in particolare quello che respira tra i campi di provincia e le tribune di legno, perde una delle sue figure più carismatiche e genuine. Paolo Di Nunno, stroncato da un malore all’età di settantasei anni, non era soltanto un imprenditore o un dirigente sportivo: era un concentrato di passione viscerale, di quell’amore per il pallone che si misura in sacrifici e in sogni concretizzati. La notizia, diffusa dalla Baranzatese di cui era divenuto presidente, ha generato un’ondata di stupore e di dolore, acuita dal fatto che soltanto quarantott’ore prima era stato visto al fianco della sua ultima creatura, vitale e combattivo come sempre. La sua parabola, costellata di sfide e di traguardi inaspettati, ha trovato il suo apice indimenticabile – un momento consegnato alla storia del calcio lombardo – nella stagione 2013-2014, quando riuscì nell’impresa di riportare il Lecco in Serie B dopo un’assenza lunga cinquant’anni.

L’impresa che ha scritto la storia

Quella promozione, ottenuta sotto la sua presidenza e con Luciano Foschi in panchina a guidare un gruppo di giocatori forgiati nella tenacia, rappresenta molto più di un mero risultato sportivo. Fu un evento che riscaldò il cuore di una intera città, riaccendendo memorie gloriosose e dando nuova linfa all’orgoglio bluceleste. Di Nunno, con il suo carattere sanguigno e a tratti istrionico, incarnò perfettamente lo spirito di quell’avventura: un uomo che non temeva di sporcarsi le mani, che investiva risorse ed emozioni in un progetto considerato da molti una chimera. Il suo approccio, diretto e a volte spigoloso, non era sempre di facile digestione negli ambienti più istituzionali, ma era autentico e mosso da una dedizione totale al bene della società. Alcuni di quelli che lo hanno conosciuto in quel periodo ricordano soprattutto la sua capacità di infondere fiducia, di trascinare con un entusiasmo contagioso, qualità che non lo abbandonarono nemmeno negli anni successivi, quando la sua strada si incrociò nuovamente con il Seregno.

Un legame mai interrotto con il calcio

Anche dopo l’esperienza lecchese, il suo legame con il mondo del pallone rimase saldo e viscerale. La presidenza del 1913 Seregno, tra il 2013 e il 2017, e il recentissimo impegno con la Baranzatese nel campionato di Eccellenza dimostrano come il calcio fosse per lui una vera e propria ragione di vita, un terreno di confronto e di affetti da coltivare lontano dai riflettori dei grandi palcoscenici. Proprio con la Baranzatese, nelle ultime ore della sua vita, era riuscito a imporre al Seregno Fbc un pareggio a reti inviolate, risultato importante per le ambizioni playoff della squadra. Un ultimo, simbolico colpo di coda di un presidente sempre in trincea, il cui ultimo pensiero è stato per la sua squadra. La Lega Pro, attraverso un comunicato ufficiale, ha voluto unirsi al cordoglio, estendendo la vicinanza dell’intero organismo alla famiglia, ai suoi cari e al Lecco Calcio, sottolineando come la sua scomparsa lascia un vuoto percepito in tutto il calcio di categoria.

Il ricordo oltre il risultato

Più che per i trofei vinti – che nel suo caso si identificano con un’unica, grande conquista – Paolo Di Nunno verrà ricordato per l’energia umana che ha profuso in ogni suo progetto. Il suo stile, fatto di presenza costante negli spogliatoi e di parole spesso scomode ma sincere, tracciava il profilo di un personaggio antico, fuori dagli schemi dell’odierno calcio-azienda. Quella promozione in Serie B non fu soltanto un merito sportivo, ma il frutto di una visione e di una caparbietà che seppero coinvolgere e motivare ogni componente del club, dai giocatori ai tifosi. Il suo lascito, oggi, è racchiuso in quella memoria collettiva, nell’immagine di un uomo che ha creduto fino in fondo nel potere dello sport di riscattare e unire, lasciando un segno indelebile non solo su un tabellino, ma nella storia emotiva di una società e del suo territorio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.