L'indagine sul presunto furto di profumi da parte di Piero Fassino si intensifica
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Redazione Interno
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Piero Fassino, politico noto, è al centro di un'indagine per un presunto tentato furto di profumo al duty free del Terminal 1 dell'aeroporto di Fiumicino. Secondo le testimonianze raccolte, l'episodio non sarebbe isolato, ma si inserirebbe in una serie di comportamenti analoghi.
La testimonianza della commessa
Una commessa del duty free, di poco più di trent'anni, ha riferito di aver visto Fassino nascondere una boccetta di Chanel Chance nel suo trolley in tre occasioni distinte: una volta a dicembre, poco prima di Natale, poi il 27 marzo e infine il 15 aprile. Queste testimonianze sono state raccolte dalla Polizia di frontiera e sono ora parte del fascicolo aperto dalla procura di Civitavecchia.
Le mosse della procura
La Procura di Civitavecchia ha avviato un'indagine sul caso e a breve il nome di Piero Fassino sarà iscritto sul registro degli indagati. Questo è un semplice atto di garanzia per procedere negli accertamenti. In tempi altrettanto stretti, Fassino sarà ascoltato dai pm che indagano sulla vicenda. I magistrati intendono accelerare le verifiche sull’episodio avvenuto il 15 aprile scorso, quando il deputato dem avrebbe sottratto una bottiglietta di Chance (Chanel) del valore di 130 euro.
Gli altri testimoni
Oltre alla commessa, sono state sentite altre cinque persone: altre due commesse e tre vigilantes. Tutte le testimonianze raccolte sono ora al vaglio della procura, che sta cercando di fare luce sulla vicenda. La stampa riporta che l'attenzione è concentrata su tre episodi specifici, tutti avvenuti nel duty free dell'aeroporto di Fiumicino.
In attesa di ulteriori sviluppi, la vicenda continua a tenere banco, alimentando il dibattito sulla condotta dei politici fuori e dentro le istituzioni.




