Addio a Maria Sole Agnelli, la sorella centenaria dell'Avvocato
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Redazione Sport
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Si è spenta nella sua residenza di Torrimpietra, presso Roma, all'età di 100 anni, Maria Sole Agnelli, figura storica della celebre dinastia industriale. Nata a Villar Perosa il 9 agosto del 1925, figlia di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte, era sorella di Gianni, Susanna, Clara, Giorgio, Cristiana e Umberto Agnelli, nonché zia di John Elkann, presidente di Stellantis. La sua vita, lunga e ricca di impegni, si è dipanata lontano dai riflettori più invadenti del clan familiare, pur mantenendo un ruolo di grande rilievo, come dimostra la sua presidenza durata quattordici anni della Fondazione Agnelli, incarico che ha ricoperto con dedizione fino al 2019. Una figura riservata, la sua, che ha sempre preferito coltivare le sue passioni e i suoi doveri lontano dal clamore, scegliendo come rifugio, fin dagli anni Cinquanta, la campagna romana della tenuta di Torrimpietra, una vasta proprietà nell'agro romano, tra le colline di Palidoro, dove amava vivere dedicandosi all'equitazione.
Una vita tra impegno pubblico e privato
Il suo percorso biografico, che l'ha vista sposarsi due volte – prima con Ranieri Campello della Spina e poi con Pio Teodorani Fabbri – e diventare madre di cinque figli, è stato segnato anche da un significativo capitolo di impegno politico-amministrativo. Per un decennio, infatti, ha ricoperto la carica di sindaco di Campello sul Clitunno, in Umbria, un legame con il territorio che ha sempre mantenuto vivo. La sua azione in quel ruolo, così come tutta la sua attività filantropica, è stata condotta con quella discrezione che l'ha sempre caratterizzata, tanto da custodire quasi come un segreto, secondo chi la conosceva, molte delle sue opere di beneficenza. Una riservatezza che non ha però impedito a momenti drammatici di intersecarsi con la sua esistenza: nella sua tenuta di Torrimpietra, infatti, subì una rapina, episodio di cronaca nera che la vide coinvolta come vittima e che portò, negli anni successivi, a sviluppi giudiziari con indagini mirate a ricostruire la dinamica dei fatti e l'identità degli autori.
Il legame con la terra e le battaglie ambientali
La sua scelta di vita, lontana da Torino e dai centri del potere familiare, non fu dettata dal caso ma da un profondo attaccamento a quei luoghi. La tenuta di Torrimpietra, situata nel comune di Fiumicino a ridosso della via Aurelia, non rappresentava solo una dimora ma un vero e proprio rifugio, uno spazio personale da difendere. Proprio da questo attaccamento nacque, in anni più recenti, la sua decisa opposizione a un progetto di discarica nelle vicinanze, una battaglia civile e ambientale che la vide in prima linea, a tutela del territorio che aveva eletto a sua patria d'elezione. Una coerenza di fondo, questa, che univa la donna pubblica, impegnata nella fondazione e nell'amministrazione locale, alla privata cittadina determinata a proteggere il proprio ambiente di vita.
L'eredità di una figura centrale
Con la sua scomparsa, avvenuta lo stesso giorno in cui il mondo apprendeva della rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, se ne va un pezzo di storia non solo familiare ma anche sociale del Paese. Il suo ruolo alla guida della Fondazione Agnelli, ente di studi e ricerche nel campo delle scienze sociali, ha lasciato un'impronta significativa nel dibattito educativo e culturale italiano. Pur essendo quattro anni più giovane del fratello Gianni, l'Avvocato, ne ha condiviso l'origine e il cognome, ma ne ha tracciato un percorso autonomo, segnato da scelte personali forti e da un'impronta pubblica basata sul lavoro silenzioso più che sulla notorietà. La sua longevità le ha permesso di essere testimone di un secolo intero di trasformazioni, all'interno della sua famiglia e della nazione, restando fino all'ultimo, nel suo stile, un punto di riferimento.




