Il piano segreto di James Cameron: se Disney cancella Avatar, svelerà tutto in conferenza stampa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre "Avatar: Fuoco e Cenere" prosegue la sua permanenza nelle sale, il futuro del colossal fantascientifico appare meno scontato di quanto il suo successo di pubblico lascerebbe intendere. James Cameron, infatti, ha dichiarato di avere pronta una contromossa nel caso in cui la Disney decidesse di non produrre i due capitoli finali della saga. Il regista, la cui determinazione è nota nell'ambiente, ha messo nero su bianco una promessa ai fan: se "Avatar 4" e "Avatar 5" non ottenessero il via libera, lui stesso svelerebbe pubblicamente l'intera trama rimasta incompiuta. Una sorta di ultimatum creativo, quello lanciato dall'autore, che sottolinea come la decisione degli studi dipenderà essenzialmente dai risultati finanziari del terzo film, il cui budget è stato particolarmente elevato.
Una minaccia per salvaguardare la storia
La posizione di Cameron, che alcuni potrebbero interpretare come una provocazione, nasce invece da una precisa volontà di dare una chiusura alla epopea di Pandora, indipendentemente dal mezzo con cui verrà narrata. Egli ha già completato, come ha più volte ribadito, la sceneggiatura dei due film il cui svolgimento, dunque, è già definito nella sua mente. Le date di uscita, previste per il 2029 e il 2031, permangono ufficialmente sul calendario, ma la loro concretezza è vincolata alla performance commerciale dell'ultimo capitolo. L'idea di una conferenza stampa rivelatrice, pertanto, si configura come un piano di riserva estremo, quasi un patto con il pubblico per non lasciare in sospeso una narrazione iniziata quindici anni fa.
L'eredità di un franchise da due miliardi
La posta in gioco è altissima, considerando che il franchise ha superato, complessivamente, i due miliardi di dollari di incasso a livello globale, diventando un fenomeno culturale senza precedenti. Cameron, del resto, ha sempre affrontato la produzione con una visione a lunghissimo termine, investendo in tecnologie pionieristiche che hanno rivoluzionato il cinema digitale. Il rischio che una simile opera venga interrotta per mere logiche di bilancio, sebbene comprensibili dal punto di vista aziendale, rappresenta per l'autore una possibilità inaccettabile. Ecco perché ha scelto di rendere nota la sua strategia, trasformando una eventuale battuta d'arresto in un evento mediatico capace, comunque, di consegnare alla storia del cinema l'epilogo da lui concepito.
Il botteghino come unico giudice
Tutto, in definitiva, passerà attraverso il responso del botteghino, un giudice spietato ma inappellabile nel sistema hollywoodiano. Le dichiarazioni del regista, se da un lato rassicurano gli appassionati sulla volontà di non tradire la loro attesa, dall'altro lanciano un segnale preciso alla casa di produzione sulla determinazione a portare a compimento la sua opera. Rimane il fatto che, qualora gli studi optassero per la cancellazione, lo stesso creatore della saga si farebbe carico di raccontarne il finale, in una forma insolita ma pur sempre risolutiva. Una scelta che dimostra quanto, per Cameron, la storia degli abitanti di Pandora sia ormai un patrimonio narrativo da condividere, a prescindere dal mezzo con cui farlo.
James Cameron minaccia: se Disney non produce Avatar 4 e 5, svelerà la trama in una conferenza stampa. Il futuro della saga dipende dagli incassi del terzo film.




