Libro negazionista nelle scuole di Belluno, la Regione Veneto sospende i fondi: il caso
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Redazione Esteri
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La vicenda ruota attorno al volume «Cambiamenti climatici. Scenari, sfide, soluzioni», pubblicato dal Comune di Belluno e distribuito nelle classi quarte e quinte degli istituti superiori del capoluogo dolomitico. All’interno del testo, che raccoglie gli atti di un convegno tenutosi nell’ottobre 2025, compare un contributo firmato da Giorgio Giacchetti, presidente dell’Ordine dei Geologi del Veneto, nel quale si sostiene che l’incremento delle temperature rientrerebbe nei naturali cicli climatici e non sarebbe riconducibile alle emissioni di origine antropica.
La sospensione dei fondi regionali
La Regione Veneto ha deciso di bloccare l’erogazione del contributo previsto per la pubblicazione. L’assessora regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, ha spiegato che il finanziamento di 29.500 euro non è ancora stato materialmente accreditato al Comune di Belluno e che si è reso necessario un approfondimento sulla documentazione e sulla rendicontazione presentata. La somma copriva circa tre quarti dei 40.000 euro complessivamente spesi per la realizzazione del volume. La Regione ha inoltre richiesto una copia cartacea del libro per una verifica puntuale dei contenuti.
Le reazioni della comunità scientifica e della politica
La diffusione del testo ha provocato una serie di prese di posizione da parte di accademici e ricercatori. Carlo Barbante, docente all’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente del Centro di Studio e Ricerca Internazionale sui Cambiamenti Climatici, ha chiesto la sospensione della distribuzione, definendo incomprensibile che un prodotto finanziato da istituzioni pubbliche non sia stato sottoposto a una verifica scientifica adeguata prima di arrivare tra i banchi di scuola.
Il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova ha espresso forte preoccupazione per contenuti che, a suo giudizio, contrastano con le conoscenze consolidate sul sistema climatico. Sul piano politico, sono state presentate interrogazioni parlamentari da esponenti del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico per chiedere chiarimenti sull’iter che ha portato alla pubblicazione e sulla distribuzione nelle scuole.
Il botta e risposta tra Marani e Giacchetti
Sul merito delle tesi contenute nel volume si è acceso un confronto a distanza tra Marco Marani, direttore del Centro studi sugli Impatti dei cambiamenti climatici dell’Università di Padova, e lo stesso Giacchetti. Marani ha osservato che il metodo scientifico richiede che chi intende confutare una spiegazione produca evidenze quantitative incompatibili con essa, paragonando la negazione dell’origine antropica del riscaldamento alla negazione della teoria della gravitazione senza fornire una spiegazione alternativa del perché una mela cada dall’albero.
Giacchetti ha replicato sostenendo di aver richiamato l’attenzione sull’esistenza di una letteratura e di una parte della comunità scientifica che non concorda con le tesi del centro patavino, auspicando che il confronto possa svilupparsi nelle sedi istituzionali anziché sulla stampa.
La posizione del Comune di Belluno
L’amministrazione comunale di Belluno, per voce dell’assessora all’Ambiente Lorenza De Kunovich, ha confermato la decisione di non ritirare il volume dalle scuole. De Kunovich ha precisato che il libro non costituisce un manuale didattico imposto, ma una raccolta di atti di un convegno, consegnata gratuitamente agli studenti senza obbligo di utilizzo e senza modifiche ai programmi scolastici.
L’assessora ha inoltre annunciato la disponibilità del Comune a organizzare un nuovo convegno nel quale possano confrontarsi studiosi portatori di posizioni differenti, ribadendo che il contraddittorio rappresenta un elemento positivo.
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