Sentenza attesa per l'omicidio di Giulia Tramontano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oggi, presso la Corte d'assise del tribunale di Milano, si attende la sentenza per Alessandro Impagnatiello, reo confesso dell'omicidio della compagna Giulia Tramontano, avvenuto il 27 maggio 2023 a Senago. L'imputato, che ha negato il consenso alle riprese del suo volto in aula, è accusato di aver inflitto 37 coltellate alla vittima, incinta al settimo mese del loro bambino, Thiago, che non vedrà mai la luce.

Il processo, durato dieci mesi e articolato in tredici udienze, ha visto la procura ripercorrere quello che è stato definito "il viaggio dell'orrore". Durante l'ultima udienza, il procuratore aggiunto Letizia Mannella e il pm Alessia Menegazzo, che hanno coordinato le indagini dei carabinieri, hanno richiesto per Impagnatiello l'ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi.

La madre di Giulia, Loredana Femiano, ha espresso il suo dolore e la sua richiesta di giustizia attraverso un post su Instagram, condiviso dalla sorella di Giulia, Chiara. Nel post, si legge che Giulia è morta anche perché l'Italia è un paese che ha paura delle donne. Oggi, 25 novembre, giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, la famiglia di Giulia griderà giustizia per lei e per tutte le donne che non hanno più voce.

Il padre di Giulia ha dichiarato che l'unica pena giusta per Impagnatiello è l'ergastolo.

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