Juventus, Marco Ottolini è il nuovo direttore sportivo: un ritorno in casa bianconera
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Redazione Sport
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La Juventus ha chiuso, comunicandolo ufficialmente attraverso i propri canali, un tassello fondamentale del suo riassetto dirigenziale, andando a recuperare un volto già noto all'ambiente. Marco Ottolini, che aveva già prestato servizio per il club tra il 2018 e il 2021, è infatti il nuovo direttore sportivo della società, incarico che ha formalmente assunto a partire dal primo giorno di gennaio del 2026. Una scelta, questa, che non sorprende gli addetti ai lavori, i quali da tempo seguivano le trattative e conoscevano le qualità del manager, fortemente voluto dalla nuova proprietà per imprimere una svolta al progetto sportivo. La nomina, decisa dal vertice, si inserisce in un quadro di riorganizzazione più ampio, volto a creare una struttura snella e sinergica dove le competenze specifiche di ciascuno possano convergere verso obiettivi condivisi.
La struttura operativa e i rapporti di collaborazione
Nel suo nuovo ruolo, Ottolini opererà a diretto riporto dell’amministratore delegato Damien Comolli, figura di riferimento per la gestione complessiva del club. La sua attività, tuttavia, si svilupperà in costante e stretto contatto con altre personalità chiave dell’area tecnica, in un dialogo che dovrà essere quotidiano e costruttivo. Da un lato, ci sarà il confronto con Giorgio Chiellini, responsabile delle strategie, la cui profonda conoscenza del mondo juventino e del calcio in generale rappresenta un patrimonio inestimabile; dall’altro, la collaborazione con il direttore tecnico François Modesto e, naturalmente, con l’allenatore Luciano Spalletti, con il quale sarà necessario concertare scelte e valutazioni di mercato. Si tratta, in sostanza, di un lavoro di squadra che richiede una sintonia perfetta, poiché le decisioni che riguardano la rosa devono rispecchiare una visione univoca e coerente con il modello di gioco adottato.
Il curriculum e l'esperienza pregressa in bianconero
Il ritorno di Ottolini alla Juventus non è, dunque, un salto nel buio per nessuna delle parti in causa. Durante la sua precedente esperienza in bianconero, infatti, il manager ha avuto modo di conoscere a fondo la macchina societaria, ricoprendo inizialmente il ruolo di osservatore per poi assumere responsabilità più ampie. Gli venne affidata, in particolare, la gestione dei giocatori concessi in prestito e la supervisione del cosiddetto "Progetto Club 15", due ambiti delicati che richiedono una meticolosa pianificazione e una visione di medio-lungo periodo. Quelle mansioni, spesso operative e meno sotto i riflettori, gli hanno permesso di costruire un network di relazioni e di affinare quella capacità di valutazione dei talenti che, in seguito, ha potuto esprimere appieno altrove.
Il passaggio al Genoa e le operazioni di mercato
È proprio nella sua avventura successiva, al Genoa, che Ottolini ha potuto dimostrare la sua crescita professionale, guadagnandosi la reputazione di dirigente competente e visionario. Dal 2022 in poi, contribuì in maniera decisiva alla promozione del club ligure in Serie A, per poi impegnarsi nella costruzione di una rosa capace di reggere il campionato maggiore. In quel periodo, le sue scelte di mercato, spesso mirate a valorizzare giovani prospetti o a recuperare giocatori sottostimati, furono oggetto di attenzione e di plauso, evidenziando una metodologia di lavoro basata sullo scouting approfondito e su un’attenta analisi dei costi e dei benefici. Questa fase della sua carriera, conclusasi con il richiamo della Juventus, rappresenta senza dubbio un biglietto da visita di peso, che legittima la fiducia riposta in lui dalla proprietà.




