Aston Martin stupisce in pista, mentre la Ferrari mostra i primi segnali incoraggianti
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Redazione Sport
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L’attesa, che aveva caratterizzato le prime giornate di test a Barcellona, è stata infine premiata dall’apparizione dell’Aston Martin AMR26, la quale ha potuto compiere i suoi primi giri solo verso la chiusura della sessione pomeridiana di ieri, affidata a Lance Stroll, per poi essere testata oggi da Fernando Alonso. Un ritardo, quello della vettura di Silverstone, che trova una spiegazione tecnica precisa: Adrian Newey, infatti, aveva rilevato nel corso dell’estate alcune discordanze fra i dati del simulatore e quelli prodotti in galleria del vento, incongruenze tali da minare l’affidabilità degli sviluppi e da imporre, di conseguenza, una verifica meticolosa prima di portare la monoposto in pista. Una scelta che sembra aver pagato, considerando l’interesse immediato suscitato dal progetto.
Le soluzioni tecniche dell'AMR26
Adrian Newey, che molti considerano principalmente un aerodinamico, è in realtà un ingegnere completo la cui cura si estende anche agli aspetti meccanici della vettura. L’esempio più lampante di questo approccio integrato si è visto proprio osservando le prime immagini della AMR26, la quale ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori per una scelta progettuale drastica riguardante le sospensioni. La soluzione adottata, che vede la sospensione posteriore infulcrata direttamente al pilone, non è affatto una novità assoluta nel circus, poiché trae ispirazione da un concetto già sviluppato con successo dalla Red Bull sulla sua RB19. Ciò dimostra come, anche in un ambiente iper-competitivo, si possano adattare idee vincenti, rielaborandole però in un contesto tecnico differente e con obiettivi propri.
Il buon risveglio della Ferrari a Montmelò
Sul fronte italiano, intanto, la nuova Ferrari SF-26 ha iniziato a mostrare i primi, timidi segnali di vitalità durante l’ultima giornata di test sul circuito di Montmelò. Se è ancora presto per trarre conclusioni, come si suol dire, il buongiorno si vede dal mattino: Charles Leclerc ha chiuso la sessione con il miglior tempo, un risultato ottenuto dopo aver accumulato un numero consistente di giri, il che aggiunge valore alla performance. Il crono del monegasco si è avvicinato pericolosamente al record stabilito solo il giorno prima dalla Mercedes di George Russell, un dato che lascia intuire il buon lavoro svolto dalla scuderia di Maranello nell’arco dell’intera settimana di prove in terra spagnola. Una prova di affidabilità e di passo che accende le speranze.
Il contesto degli shakedown test
La quinta e ultima giornata di test a Barcellona si è svolta in un quadro regolamentare preciso, che limitava a tre le giornate di lavoro consentite ad ogni team. Alcuni di essi, infatti, avevano già esaurito il monte tempo a loro disposizione: la Mercedes, con grande soddisfazione interna, aveva completato il suo programma già giovedì, così come la Racing Bulls, mentre la Williams era assente per l’intera settimana. Questo scenario ha reso la pista meno affollata, quasi simulando l’atmosfera di un Gran Premio al via, e ha permesso alle squadre presenti, come appunto l’Aston Martin e la Ferrari, di lavorare con maggiore respiro e di concentrarsi sulla raccolta di dati essenziali per l’imminente inizio della stagione.




