Ondata di caldo Cerberus, l'Italia spaccata tra afa e temporali: 40 gradi e allerta per grandinate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È il giorno del solstizio d'estate, e il termometro non concede tregua: il ministero della Salute ha diramato un bollettino che non lascia scampo, con otto città italiane in bollino rosso per caldo estremo, cui si aggiungono altrettante in arancione e undici in bollino giallo. Nessun centro urbano tra quelli monitorati, insomma, è esente da un livello di allerta in questo primo giorno ufficiale della stagione più calda, mentre sulla fascia appenninica, dall'Umbria al Molise, la Protezione civile ha contestualmente emesso un'avviso di allerta gialla per il rischio di temporali.

A determinare questo quadro apparentemente contraddittorio è Cerberus, l'anticiclone di origine africana che da diversi giorni staziona sull'Italia e su gran parte dell'Europa centro-occidentale, estendendosi dal Portogallo fino alla Polonia, e che sta facendo schizzare le temperature fino a dieci gradi oltre le medie stagionali.

La doppia faccia di Cerberus tra fornace e supercelle temporalesche

La peculiarità di questa ondata di calore, tuttavia, non risiede solo nell'intensità delle temperature, che in alcune località hanno già sfiorato i 40 gradi, ma anche nella sua capacità di generare fenomeni convettivi estremi proprio laddove il caldo si fa più implacabile, sulle aree montuose e collinari dove si innescano le cosiddette supercelle temporalesche. Sono queste le strutture nuvolose più pericolose, capaci di scatenare grandinate di grandi dimensioni e colpi di vento distruttivi, in un contrasto termico che esalta l'energia potenziale disponibile in atmosfera.

E mentre la Toscana si conferma una delle regioni più colpite dall'afa, con Firenze che già nella giornata di sabato 20 giugno ha visto il bollino rosso sventolare sui suoi monumenti, il resto del territorio regionale si è trasformato in una fornace a cielo aperto, con temperature che intorno alle tredici e trenta, nel momento di massima irradiazione solare, hanno reso l'aria irrespirabile in quasi tutte le province.

Firenze e la Toscana sotto il martello dell'anticiclone africano

Il capoluogo toscano, in particolare, sta vivendo ore di grande sofferenza per i residenti e di smarrimento per i turisti, che in Piazza della Signoria si accalcano all'ombra della Loggia dei Lanzi e fanno la fila ordinata alle fontanelle pubbliche per riempire borracce e bottigliette d'acqua, mentre il 118 è già intervenuto per soccorrere una turista colta da malore nelle ore più calde della giornata.

Scene simili si ripetono in Piazza del Duomo e lungo i lungarni, dove l'unico sollievo è rappresentato da nebulizzatori improvvisati, ventagli di fortuna e il consumo spasmodico di gelati, in una città che appare letteralmente in tilt sotto il peso di un caldo che non accenna a diminuire.

Gli stessi bollettini diramati dall'Arpae confermano la persistenza dell'alta pressione, con un'allerta gialla per temperature estreme già emessa per la giornata di domenica 21 giugno e valida per le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Ferrara e Parma, dove si prevedono massime superiori ai trentotto gradi, specie nei centri urbani e nelle pianure centrali.

L'allerta della protezione civile e le previsioni dei meteorologi

Gli esperti dell'Arpae, nel descrivere la situazione, sottolineano come l'anticiclone africano stia insistentemente mantenendo la sua presa sull'Italia, con una continuità che non mostra segni di cedimento imminente: il quadro è quello di una marea rosso fuoco che, partendo dal Nordafrica, si espande su tutto il bacino del Mediterraneo e spinge le sue ultime propaggini fino alle coste meridionali dell'Inghilterra.

Eppure, proprio mentre il termometro segna valori estremi, la Protezione civile ha dovuto attivare un doppio livello di allerta, perché il contrasto tra l'aria rovente in quota e l'umidità accumulata nei bassi strati può generare quei temporali improvvisi e violenti che rappresentano il rovescio della medaglia del gran caldo.

Le previsioni indicano che l'ondata di calore, come confermato anche dai centri meteorologici, si protrarrà per molti giorni ancora, con notti che si preannunciano "super tropicali", cioè con temperature minime che non scenderanno sotto i venti-ventidue gradi, e con un picco dell'afa atteso intorno a metà della prossima settimana, quando l'accumulo di umidità e l'assenza di ventilazione potrebbero rendere le condizioni igienico-sanitarie particolarmente critiche per le fasce più vulnerabili della popolazione.

Le città in bollino rosso e il soccorso ai turisti

L'elenco delle città con il bollino rosso, che segnala un'emergenza di livello massimo per la salute dei cittadini, comprende otto capoluoghi di provincia, mentre altrettanti si trovano in fascia arancione e undici in quella gialla; un quadro che impone ai servizi di emergenza un'organizzazione straordinaria, con il 118 che ha potenziato le proprie squadre per far fronte ai colpi di calore che colpiscono in particolare gli anziani e i turisti poco avvezzi a queste temperature.

A Firenze, l'episodio della turista soccorsa in piazza è solo l'ultimo di una serie di interventi che si moltiplicano nelle ore centrali della giornata, quando il sole picchia sui lastricati e l'afa diventa insopportabile anche per chi cerca riparo sotto i portici del centro storico.

La combinazione di caldo record e temporali improvvisi, insomma, sta mettendo a dura prova un intero Paese, che si trova a dover fare i conti con una delle ondate di calore più precoci e intense degli ultimi anni, in un avvio d'estate che si preannuncia già come un banco di prova severo per il sistema sanitario e per la tenuta delle infrastrutture urbane.

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