Separazione delle carriere dei magistrati, la riforma avanza
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Redazione Interno
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La Commissione Affari Costituzionali della Camera ha concluso l'esame degli emendamenti presentati al disegno di legge costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati, conferendo il mandato ai relatori di riferire in aula. Il provvedimento, che include anche le norme per l'istituzione della Corte disciplinare per le toghe e per il doppio Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), è atteso nell'aula di Montecitorio il 9 dicembre per la discussione generale.
Questa riforma, sostenuta da Forza Italia sin dalla sua fondazione, rappresenta un'idea del presidente Silvio Berlusconi, che mira a realizzare un sistema giudiziario più giusto ed efficiente. Secondo Antonio Tajani, la separazione delle carriere è una battaglia storica del partito, scritta non contro qualcuno, ma per esaltare il ruolo del magistrato giudicante e ridurre la deriva correntizia di una parte della magistratura.
Il governo, nonostante le difficoltà incontrate su altre riforme, sembra determinato a portare avanti questa modifica costituzionale. La riforma prevede che, entro la fine della legislatura, giudici e pubblici ministeri avranno carriere e Csm distinti e alternativi. La Commissione Affari Costituzionali ha dato il mandato ai relatori Nazario Pagano (FI), Simona Bordonali (Lega) e Francesco Michelotti (FdI) di riferire in aula.
L'impressione generale è che questa riforma della giustizia sia l'unica destinata a proseguire nei tempi previsti, mentre altre, come il premierato, potrebbero slittare al prossimo anno.




