Le spese scolastiche si alleggeriscono, ma il fisco chiede documenti: cosa cambia per le famiglie
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mentre il governo cerca di invertire il trend del crollo demografico, che vede l’Italia tra i Paesi con il più basso tasso di natalità d’Europa, le manovre fiscali per sostenere i nuclei familiari si fanno più incisive. Tra le novità introdotte con la dichiarazione dei redditi 2025, spiccano le modifiche alle detrazioni per le spese scolastiche e quelle per i familiari a carico, sebbene alcune restrizioni rischino di penalizzare chi ha redditi più elevati.
Con la nuova legge di bilancio, infatti, chi supera i 75mila euro di reddito vedrà ridursi le detrazioni in base alla composizione del nucleo familiare, con un tetto massimo di 14mila euro riservato solo a chi ha almeno due figli. Un’eccezione riguarda le spese sanitarie, escluse dal meccanismo di riduzione, mentre per le altre voci sarà possibile operare una scelta strategica, privilegiando quelle più vantaggiose.
Per quanto riguarda l’istruzione, le spese sostenute nel 2024 per scuole materne, elementari, medie e superiori potranno essere detratte al 19%, purché correttamente indicate nel modello 730 o Redditi PF. Si tratta di un’agevolazione significativa, soprattutto per chi affronta costi crescenti legati alla frequenza scolastica, ma che richiederà un’attenta compilazione dei documenti fiscali.
Più stringenti, invece, le norme sulle detrazioni per familiari a carico: dal prossimo anno, potranno beneficiarne solo i figli sotto i 30 anni o portatori di disabilità, mentre per gli altri parenti conviventi sarà necessario che siano ascendenti diretti. Una chiusura netta riguarda i contribuenti non italiani o europei, ai quali non sarà riconosciuta alcuna agevolazione per i familiari residenti all’estero.




