Contratto Sanità 2022-2024, negoziato interrotto a Roma
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Redazione Esteri
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Il negoziato per il rinnovo del contratto del comparto Sanità 2022-2024, che interessa oltre 580mila dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale, tra cui infermieri, tecnici e personale non medico, si è interrotto ieri a Roma. La trattativa, condotta all'Aran, ha visto una spaccatura tra i sindacati di categoria: mentre Nursind, Cisl e Fials si sono dichiarati favorevoli all'accordo, Nursing Up, Cgil e Uil hanno deciso di non firmare.
Secondo i segretari Fials Matera, Giovanni Sciannarella e Marco Bigherati, la decisione di Cgil, Uil e Nursing Up è stata irresponsabile e penalizzante per i lavoratori della sanità, privandoli di incrementi economici fondamentali e di importanti conquiste contrattuali. Sciannarella e Bigherati denunciano con forza questa scelta, definendola incomprensibile, soprattutto in un momento in cui i lavoratori avrebbero meritato riconoscimenti concreti per il loro impegno e la loro professionalità.
Il sindacato Nursing Up, rappresentato dal presidente nazionale Antonio De Palma, ha motivato la sua decisione di non sottoscrivere il contratto denunciandone le gravi carenze e le conseguenze negative per infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari. De Palma ha dichiarato che il contratto, dietro la promessa di aumenti medi di 172 euro lordi, si sarebbe tradotto in incrementi reali di circa 60 euro netti, senza aprire la carriera a infermieri, ostetriche e professioni sanitarie.
In questo contesto, la firma del contratto della Sanità 2022-2024 rimane bloccata, con le parti sociali divise e i lavoratori in attesa di una soluzione che possa garantire loro migliori condizioni economiche e professionali.




