La rivincita di Tony Effe: sul palco con la collana-gioiello da 50mila euro

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Tony Effe, protagonista di una delle polemiche più discusse di questa edizione del Festival di Sanremo, ha trovato il modo di ribadire la sua presenza, nonostante i divieti imposti dalla Rai. Dopo che ieri sera gli era stato impedito di indossare la sua vistosa collana d’oro da 50mila euro, considerata un potenziale caso di pubblicità occulta, il rapper è tornato sul palco dell’Ariston nella serata dei duetti sfoggiando nuovamente il gioiello. Una scelta che, al di là delle regole, ha catalizzato l’attenzione del pubblico e dei media, riaccendendo il dibattito su quanto il regolamento del festival possa essere considerato obsoleto rispetto alle esigenze e alle espressioni artistiche contemporanee.

La performance di Tony Effe, in coppia con Noemi, ha visto i due artisti interpretare Tutto il resto è noia di Franco Califano, un brano che ha permesso loro di mostrare una sintonia vocale e scenica apprezzata dal pubblico. Al termine dell’esibizione, Carlo Conti, conduttore della kermesse, ha ironizzato chiedendo al rapper se volesse consegnare personalmente i fiori a Noemi, mentre la cantante ha commentato con un semplice “È stato un piacere”, riferendosi al duetto appena concluso.

Già nel tardo pomeriggio, attraverso una story su Instagram, Tony Effe aveva lasciato intendere che non avrebbe rinunciato facilmente alla sua collana. “Se stasera mi tolgono i gioielli, sali tu a cantare”, aveva scritto, taggando Carlo Conti in un messaggio che sembrava quasi una sfida. E alla fine, nonostante i controlli ferrei menzionati da Anna Dello Russo, giornalista di moda e opinionista al DopoFestival, il rapper è riuscito a portare con sé il suo simbolo di identità artistica.

Proprio Dello Russo, parlando del caso, ha sottolineato come il regolamento di Sanremo, pur essendo rigoroso, manchi di linee guida precise su ciò che è consentito indossare o meno sul palco. “I controlli sono ferrei, ma senza regole precise”, ha affermato, lasciando intendere che episodi come quello di Tony Effe potrebbero spingere verso una revisione delle norme, adeguandole ai tempi e alle nuove forme di espressione artistica.

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