Neve imbianca l'Appennino, l'inverno italiano si risveglia tra pioggia e gelo
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Redazione Interno
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Il paesaggio, in questi primi giorni del 2026, è tornato a essere una favola bianca in diverse zone del centro Italia, dove una perturbazione nord-atlantica ha depositato nuovi e significativi accumuli nevosi. A Fabriano, come in altre località delle Marche, la neve è ricomparsa in tutta la sua evidenza, imbiancando non solo le vette ma regalando una spolverata anche ai centri urbani, in uno scenario che molti attendevano dopo un avvio d'inverno piuttosto mite. Le precipitazioni, iniziate nelle ore notturne, hanno interessato con particolare intensità le aree interne e l’Appennino, segnando una netta divisione tra le zone che ricevono il dono del manto bianco e quelle, invece, flagellate da piogge incessanti.
La linea invisibile che divide l'Umbria
Questa diversità di condizioni climatiche, del resto, è ben visibile in Umbria, regione tagliata in due da una demarcazione quasi chirurgica. Mentre in alcune città si procede con gli ombrelli aperti per le persistenti piogge, a pochi chilometri di distanza, sui valichi appenninici, la neve intensa rende difficili i collegamenti e impone una guida estremamente cauta agli automobilisti. La situazione, che alcuni accolgono come un ritorno alla normalità stagionale, obbliga le autorità a monitorare costantemente la viabilità, soprattutto sui tracciati di maggiore altura, dove il gelo può creare le condizioni più pericolose.
L'Europa nel gelo, l'Italia nel mirino
Il fenomeno, che interessa la penisola, non è isolato ma si inserisce in un contesto europeo ampio, caratterizzato da un drastico calo delle temperature. Dopo aver osservato le ondate di gelo estremo in Nord America e in Asia, infatti, il vecchio continente sta sperimentando a sua volta l’irruzione di aria fredda, con il termometro che scende sottozero persino in prossimità delle coste di nazioni come Olanda, Francia e Germania. Un'ondata di freddo che, stando alle previsioni, è destinata a investire pienamente anche l'Italia, portandola nel cuore più autentico della stagione invernale.
Allerta per il vetroghiaccio e uno sguardo alla Befana
Gli effetti di questo raffreddamento generale si fanno sentire, con dati alla mano, in Emilia-Romagna, dove a Lagdei si sono registrati valori di -4,4 gradi. Per il ponte dell'Epifania, gli esperti mettono in guardia soprattutto dal rischio di formazione di vetroghiaccio sulle strade, un pericolo subdolo e spesso sottovalutato dagli automobilisti. Se al momento non risultano allerte per rischi idrogeologici, le previsioni non escludono deboli nevicate, destinate a non accumularsi, lungo la costa meridionale e sull'Appennino centro-orientale almeno fino al 5 gennaio, lasciando aperta la possibilità che la stessa Befana possa arrivare con un ulteriore carico di bianco.




