Il malore durante il riposino, poi la corsa in ospedale: muore Andrea Teso, bimbo di 3 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La comunità di Treporti, nel veneziano, è scossa da una tragedia che ha spezzato una vita appena iniziata. Andrea Teso, un bambino di soli tre anni, è morto martedì 17 marzo al termine di un pomeriggio che sembrava scorrere nella normalità, come tanti altri, ma che invece si è trasformato in un dramma senza fine per la sua famiglia. Il piccolo, che viveva con i genitori in una casa di via Vivaldi, si era coricato per il consueto riposino pomeridiano, un momento di quiete che non lasciava presagire l’orrore che di lì a poco si sarebbe consumato tra le mura domestiche. Quando la madre, intorno alle sedici, è andata a svegliarlo, si è trovata di fronte a una scena agghiacciante: il bimbo non dava segni di vita, giaceva immobile nel suo lettino, insensibile a qualsiasi stimolo o richiamo.
L’istinto e la disperazione hanno preso il sopravvento. La donna ha immediatamente lanciato l’allarme, dando il via a una catena di soccorsi che si è attivata con la massima urgenza. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, supportati, vista la criticità del quadro clinico, dall’elicottero del Suem, il Leone 1, decollato dall’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. I medici, atterrati in un terreno vicino all’abitazione, hanno trovato il piccolo Andrea in arresto cardiocircolatorio e hanno avviato immediatamente e senza sosta le manovre di rianimazione, lottando contro il tempo e contro un destino che sembrava già segnato. Nonostante i prolungati tentativi di strapparlo alla morte, il cuore del bambino non ha ripreso a battere. Durante il tragitto in ambulanza verso l’ospedale di Jesolo, la situazione non è mai migliorata, e all’arrivo in Pronto soccorso i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del piccolo.
Un malessere improvviso e il drammatico peggioramento
Secondo le prime ricostruzioni, la tragedia non è arrivata in un contesto di perfetta salute. Il piccolo, infatti, accusava già da lunedì alcuni sintomi che avevano fatto pensare a una comune influenza, probabilmente di tipo intestinale. Un malessere che inizialmente non aveva destato particolari allarmismi, rientrando nella casistica dei tipici disturbi stagionali che colpiscono i bambini piccoli. Tuttavia, nel corso delle ore, le sue condizioni sono repentinamente peggiorate, subendo un’improvvisa e violenta accelerazione che ha colto impreparati i genitori. È stato questo drammatico peggioramento, questa escalation di sofferenza che ha trasformato un malanno passeggero in una minaccia letale, a spingere la madre a chiamare i soccorsi, nella speranza che un intervento tempestivo potesse invertire la rotta. Un peggioramento che, alla luce di quanto accaduto, appare ora come il prodromo di una crisi irreversibile.
Indagini e accertamenti in corso sulla morte del piccolo Andrea
Ora, sul dramma che ha colpito via Vivaldi e l’intera Treporti, è calato il sipario del silenzio e del dolore, ma anche della necessaria chiarezza. L’Azienda sanitaria Ulss 4 ha avviato un’indagine interna per fare piena luce sull’accaduto, un atto dovuto per verificare ogni passaggio della catena dei soccorsi e comprendere la natura del malore che non ha lasciato scampo al piccolo Andrea. Parallelamente, è probabile che l’autorità giudiziaria possa aprire un fascicolo per accertare le cause del decesso e stabilire se vi siano responsabilità, un iter purtroppo consueto in casi così delicati e complessi. Gli inquirenti dovranno chiarire cosa abbia potuto provocare un arresto cardiocircolatorio in un bambino di soli tre anni, apparentemente sano e senza patologie pregresse note. Un mistero medico, questo, che si aggiunge al dolore straziante di una famiglia a cui è stato portato via l’affetto più grande, un bambino descritto da chi lo conosceva come dolcissimo e vivace, che da qualche mese aveva iniziato a frequentare la scuola dell’infanzia di Treporti.




