Morte di Carmine Gallo, domani l’autopsia. Sequestrati pc e cellulare
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Domani sarà eseguita l’autopsia sul corpo di Carmine Gallo, l’ex superpoliziotto deceduto domenica mattina nella sua abitazione di Garbagnate Milanese all’età di 66 anni. Nonostante gli inquirenti propendano per una causa naturale del decesso, probabilmente un infarto, sono stati disposti ulteriori accertamenti, inclusi esami tossicologici, per escludere ogni ipotesi alternativa. Per procedere con queste analisi, è stato aperto un fascicolo senza indagati, una mera formalità che permette di approfondire le circostanze della morte senza che vi siano, al momento, sospetti di reato.
La delicatezza del caso emerge anche dai dettagli raccolti nelle prime ore successive al ritrovamento del corpo. Tra gli elementi sequestrati dai carabinieri c’è un barattolo di yogurt della marca Müller, consumato da Gallo poco prima della morte. Il cibo è stato sottoposto a esami per escludere l’eventuale presenza di sostanze tossiche, un’ipotesi che, sebbene remota, non può essere trascurata data la posizione e il passato dell’uomo. Gallo, infatti, era ai domiciliari in seguito all’inchiesta sugli “spioni di via Pattari”, un caso che lo aveva visto coinvolto in prima persona e che lo aveva portato a rilasciare diverse dichiarazioni ai magistrati.
Proprio su questo fronte, le ultime settimane di vita di Gallo erano state caratterizzate da un’intensa attività collaborativa con la giustizia. L’ex poliziotto, soprannominato “Il Dottore”, aveva chiesto più volte di essere ascoltato dai pm, rilasciando almeno tre verbali firmati e confermando di voler “raccontare tutto”. Chi lo conosceva bene sostiene che stesse fornendo informazioni cruciali, mentre chi lo accusava mantiene un tono più cauto, limitandosi a confermare che stava “rilasciando dichiarazioni”. Un quadro complesso, che lascia aperte molte domande su cosa avesse ancora da dire e su quanto il suo coinvolgimento nell’inchiesta potesse aver influito sul suo stato psicofisico.
La moglie di Gallo, sentita come testimone, ha descritto gli ultimi giorni del marito come apparentemente normali, nonostante lo stress legato alla situazione giudiziaria. L’uomo, che continuava a mantenersi attivo con due ore quotidiane di tapis roulant, aveva cenato con gli stessi piatti consumati dalla moglie la sera prima della morte. Tuttavia, la donna ha riferito di aver notato in lui una stanchezza insolita, un dettaglio che, sebbene non direttamente collegabile al decesso, potrebbe contribuire a delineare un quadro più completo delle sue condizioni.




