Odissea di Nolan, le prime reazioni sono entusiaste: "Monumentale, puro cinema"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Avevamo lasciato Christopher Nolan nel bel mezzo di un acceso dibattito che, a dire il vero, lo riguardava solo marginalmente. Nelle scorse settimane, infatti, era circolata con insistenza la notizia – inizialmente riportata anche da testate autorevoli come The Hollywood Reporter – secondo cui la Universal avrebbe escluso influencer e content creator dalle proiezioni in anteprima del suo attesissimo Odissea.

Una scelta che, se confermata, avrebbe rappresentato un vero e proprio terremoto per le strategie di marketing hollywoodiane, ormai da anni dipendenti dal passaparola social per generare hype. E invece, a quanto pare, non era così.

Secondo quanto riportato da World of Reel, le prime reazioni al kolossal erano attese proprio nella serata del 6 luglio e, contrariamente a quanto si era vociferato, a vederlo prima di tutti non sarebbero stati i critici, bensì proprio quella schiera di "influencer, creator, entertainment reporters" che le campagne promozionali hanno ormai imparato a corteggiare. Una smentita che, nel giro di pochi giorni, ha ribaltato la narrazione, restituendo a Odissea il suo status di evento mediatico totale.

Ciò che, però, rende la vicenda particolarmente affascinante è il fatto che, nonostante l'equivoco, la scelta di Nolan e Universal ha comunque acceso i riflettori su un tema spinoso: la credibilità delle recensioni social in un'epoca in cui il pubblico, spesso scottato da giudizi eccessivamente entusiasti, sembra aver imparato a diffidare delle "reaction" preconfezionate.

Un trionfo annunciato: le prime impressioni della critica

Al di là delle polemiche e dei retroscena sulle proiezioni, ciò che conta davvero, come sempre, è il risultato finale. E a giudicare dalle prime reazioni della critica specializzata, emerse dopo l'anteprima mondiale di Londra, Odissea sembra aver centrato in pieno il bersaglio. I giornalisti presenti hanno descritto il film come un'impresa cinematografica di proporzioni epiche, elogiandone la regia visionaria e l'ambizione autoriale senza precedenti.

Si parla apertamente di "capolavoro moderno" e di "regia epica", con molti che sottolineano come Nolan sia riuscito a condensare il poema omerico in tre ore di puro spettacolo, senza mai perdere di vista il cuore umano della storia.

Le parole utilizzate per descrivere l'opera sono un tripudio di superlativi: "monumentale", "trionfo assoluto", "cinema puro". C'è chi, come il critico del Los Angeles Times, parla di un film "terreno, spettrale, ponderoso" e capace di mescolare humour e grandiosità. La sensazione generale, insomma, è che Nolan abbia confezionato il suo kolossal più ambizioso, un film che, al di là delle aspettative, sembra destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema.

Il set più duro di sempre: le confessioni di Matt Damon

Dietro la maestosità delle immagini e la complessità della narrazione, si nasconde però un lavoro di una durezza inaudita. Lo ha confermato a più riprese il protagonista Matt Damon, che nel ruolo di Odisseo ha dovuto affrontare la sfida più impegnativa della sua carriera. L'attore, che per la terza volta collabora con Nolan dopo Interstellar e Oppenheimer, ha raccontato di essere stato messo in guardia dal regista fin dal primo incontro: "Questo film sarà molto duro", gli disse Nolan.

E Damon, forte delle sue cento esperienze sul set, ammette di averlo sottovalutato, salvo poi ricredersi. "È stato di gran lunga il film più difficile che abbia mai fatto", ha dichiarato l'attore, spiegando che la scelta di Nolan di girare tutto dal vero, senza ricorrere a schermi verdi o effetti in studio, ha messo a dura prova l'intero cast e la troupe.

Sei mesi di riprese in giro per il mondo e un budget di 150 milioni di dollari hanno reso l'impresa titanica, ma per Damon ne è valsa la pena. "Ci sono pochissime persone, a parte Chris, che stanno ancora cercando di fare film come questi, senza green screen, come li avrebbe fatti David Lean", ha commentato l'attore, che ha vissuto l'esperienza come un'occasione unica e irripetibile, quasi fosse "l'ultimo film" della sua vita.

La gelosia per Zendaya e il "Perfect" di Nolan

Se il lavoro è stato duro per tutti, c'è stato un momento, in particolare, che ha scatenato la gelosia di Matt Damon e del collega Tom Holland. L'oggetto del desiderio, per così dire, era Zendaya, che nel film interpreta la dea Atena. Christopher Nolan, noto per la sua parsimonia nei complimenti, è solito liquidare le scene migliori con un laconico "Sì, bene, ok" che, per chi lo conosce, equivale al più alto dei riconoscimenti. Ebbene, durante le riprese di Odissea, la giovane attrice ha ottenuto qualcosa di più.

"Ha fatto una scena incredibile, e lui ha gridato 'Taglia!'. Poi ha detto: 'Perfetto'", ha raccontato Damon a Elle. "Tom ed io eravamo ossessionati da questa cosa. Lei ha preso un 'perfetto'? Io non ho mai preso nemmeno un 'grandioso'!".

Questa rivelazione, riportata da diverse testate, ha aggiunto un tocco di leggerezza e umanità alla narrazione, confermando l'aura di leggenda che circonda il regista e il suo metodo di lavoro. Nolan, dal canto suo, ha poi spiegato il motivo di tanta ammirazione, definendo Zendaya "una vera star del cinema, ma anche un'attrice incredibile", capace di portare sul set una grazia e una compostezza che ben si addicevano al suo ruolo divino.

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