Omicidio Paganelli, attesa per il verdetto su Louis Dassilva: rischio ergastolo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’omicidio Paganelli arriva a un passaggio decisivo con il verdetto di primo grado atteso nei confronti di Louis Dassilva, unico imputato per la morte di Pierina Paganelli. A due anni e otto mesi dall’uccisione della donna, la Corte d’Assise di Rimini è chiamata a pronunciarsi su una vicenda che ha attirato grande attenzione fin dalle prime fasi delle indagini. La procura ha chiesto la condanna all’ergastolo, mentre la difesa punta all’assoluzione o, in subordine, all’esclusione delle aggravanti che potrebbero incidere in modo determinante sul trattamento sanzionatorio previsto per l’imputato.

La decisione della Corte d’Assise di Rimini

L’ultima udienza davanti alla Corte d’Assise si svolge in un clima di forte attesa. Restano infatti soltanto le repliche finali delle parti prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per valutare il materiale raccolto nel corso del procedimento. L’intensità del momento è testimoniata anche dalle misure organizzative predisposte dal tribunale, dove è stata allestita una zona notte destinata ai giurati nel caso in cui le valutazioni dovessero protrarsi per molte ore. Il verdetto rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso giudiziario iniziato dopo la morte di Pierina Paganelli.

Il pubblico ministero Daniele Paci ha ribadito la richiesta di ergastolo nei confronti di Louis Dassilva. Di diverso avviso gli avvocati difensori Riario Fabbri e Andrea Guidi, che hanno sostenuto la necessità di un’assoluzione. In alternativa, la difesa ha chiesto che vengano escluse le aggravanti contestate, una circostanza che consentirebbe all’imputato di accedere allo sconto di pena previsto dal rito abbreviato. La decisione della Corte dovrà quindi affrontare sia il tema della responsabilità dell’imputato sia quello delle eventuali aggravanti contestate nel procedimento.

Il movente indicato dalla procura e i punti contestati dalla difesa

Secondo l’impostazione accusatoria, il movente dell’omicidio sarebbe legato alla relazione extraconiugale che Louis Dassilva avrebbe avuto con Manuela Bianchi, nuora della vittima. Per la procura, il delitto sarebbe stato commesso per evitare che emergesse la relazione sentimentale. Si tratta di uno degli elementi centrali attorno ai quali si è sviluppata l’accusa durante il processo, insieme agli altri indizi raccolti nel corso delle indagini e sottoposti al vaglio dell’autorità giudiziaria.

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