I Cesaroni 7 sbancano gli ascolti, la "Buona Stella" si ferma al palo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La macchina dei sogni di Mediaset torna a far girare a pieno regime il motore delle certezze narrative, e ieri sera, complice la prima puntata della settima stagione de “I Cesaroni – Il ritorno”, l’ammiraglia di Cologno Monzese ha centrato un risultato che profuma di tempi d’oro. Si parla di 3.486.000 spettatori, un esercito di fedelissimi che ha garantito un clamoroso 22,6% di share, spingendo la fiction diretta e interpretata da Claudio Amendola – il quale ha dovuto fare i conti, sul set, con l’assenza pesante di Antonello Fassari – fino a picchi di oltre sei milioni di contatti. Un’autentica valanga di consensi, che ha travolto senza troppi complimenti la concorrenza del servizio pubblico, relegando il debutto dell’attesissima “La Buona Stella” a un ruolo di comparsa di lusso.

Il flop annunciato di Rai1 e la tenuta del noir italiano

Per la nuova creatura di Rai Fiction, quella con Miriam Dalmazio e Francesco Arca che avrebbe dovuto rappresentare una scommessa coraggiosa sul genere crime, il campo minato del prime time si è rivelato insuperabile. La serie, che molti avevano etichettato come un esperimento lontano dai soliti canoni della fiction rassicurante, ha raccolto “solo” 2.768.000 telespettatori, fermandosi a un misero 16,2% di share. Una partenza in salita, insomma, che ha fatto scattare la protesta di quella parte di pubblico che, attraverso i social network, ha lamentato un senso di “ansia e tristezza” – aggettivi forse eccessivi, ma che raccontano bene la distanza siderale tra le aspettative di una platea generalista e i toni asciutti del poliziesco. Eppure, per chi ama i numeri senza fronzoli, c’è un terzo incomodo che merita attenzione: su Rai3, l’ultima puntata del programma “Lo Stato delle Cose” ha salutato il proprio pubblico con un milione e 205mila spettatori, fermandosi a un 8% di share che, sebbene lontano dai riflettori, rappresenta un risultato più che dignitoso per un approfondimento politico.

L’omaggio a Fassari e il dominio sul target commerciale

A fare la differenza, nel dettaglio dei dati Auditel, è stata la capacità della serie di Canale 5 di intercettare quel pubblico frammentato che spesso sfugge alle tradizionali rilevazioni. Il dato relativo al target commerciale, che schizza al 27,43%, e quello, ancor più impressionante, relativo ai giovanissimi (40% di share tra i 15 e i 34 anni), dimostrano come l’operazione nostalgia – condita dalla dedica struggente di Amendola al collega scomparso Antonello Fassari – abbia funzionato come un richiamo emotivo irresistibile. “È stata la cosa più difficile della mia vita”, ha confessato Giulio Cesaroni in quel vocale diventato virale, un momento di rottura della quarta parete che ha trasformato la finzione in un tributo sentito, capace di tenere incollati allo schermo anche gli indecisi.

La guerra dell’access: la ruota gira ancora per Scotti

Spostando l’attenzione sulla fascia cruciale dell’access prime time, il verdetto della giuria popolare non lascia spazio a interpretazioni alternative: Gerry Scotti continua a mietere vittime illustri. La sua “Ruota della Fortuna” ha toccato vette vertiginose con 5.578.000 spettatori e un share del 26%, infliggendo una nuova, sonora sconfitta a Stefano De Martino. Il conduttore di “Affari Tuoi” – nonostante i suoi 5.105.000 spettatori e il 23,7% di share rappresentino numeri più che rispettabili – deve ancora una volta inchinarsi alla legge del più forte, quella che vuole il biscione inarrestabile nel varietà dei pacchi e delle lettere. Per il resto, la serata ha offerto spunti di cronaca televisiva minore ma non trascurabili, come l’ottimo 9,6% de “Otto e Mezzo” su La7 (2.061.000 spettatori) e il tracollo di “The Floor” su Rai2, fermo a un misero 3,9% (622.000 spettatori), a dimostrazione che non tutto ciò che luccica in vetrina riesce poi a brillare nel salotto di casa.

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