Ottocento anni senza Francesco, il Santo che parlava in poesia
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Redazione Interno
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Avendo Francesco compreso appieno di essere giunto alla fine dei suoi giorni sulla terra, chiese di avere accanto a sé i suoi primi fratelli e compagni per cantare le lodi in onore di «sorella Morte» e di renderla la sua presenza più concreta e vicina. Cantare le lodi, pregare e insieme fare poesia: è uno dei lati più evidenti della personalità e del modo di esprimersi di uno dei santi più grandi della storia. San Francesco moriva ottocento anni fa, il 3 ottobre 1226, anche se la ricorrenza liturgica viene celebrata il giorno successivo, tornata giustamente festa nazionale.
L'ultimo atto alla Porziuncola
Prima di spirare, Francesco chiese ai compagni di intonare il Cantico delle creature, cui tentò di unirsi con l'ultimo filo di voce. Si fece leggere la Passione dal Vangelo secondo Giovanni: «Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il Gòlgota, dove lo crocifissero». Quel testo, che aveva scelto di ascoltare mentre la vita lo abbandonava, racchiude il senso di un'esistenza interamente spesa a seguire le orme del Cristo povero e crocifisso.
La scena del transito, tramandata dalle fonti francescane, restituisce l'immagine di un uomo che fino all'ultimo istante non smise di fare della propria vita un'opera di lode.
Le celebrazioni per l'ottavo centenario
A ottocento anni esatti da quel 3 ottobre, l'Italia si prepara a ricordare il Poverello con un programma di iniziative che coinvolge l'intero territorio nazionale. Ad Assisi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parteciperà alla Messa solenne del 4 ottobre, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Sarà il sindaco della città, Valter Stoppini, ad accendere per la prima volta la Lampada Votiva dei Comuni d'Italia, con l'olio offerto dalla Regione Umbria.
La sera del 3 ottobre, un minuto prima della mezzanotte, le campane della Basilica annunceranno l'inizio della festa, mentre oltre duemila pellegrini avranno raggiunto Assisi a piedi lungo il «Cammino con Francesco».
Francesco fra arte, musica e poesia
Il centenario non è soltanto un fatto liturgico. La città di Assisi ha costruito attorno alla ricorrenza un calendario di eventi che attraversa i linguaggi dell'arte contemporanea, della musica e della riflessione culturale. Fino al 4 ottobre, alla Rocca Maggiore, è visitabile la mostra «Franciscus. Fratello in arte» di Michelangelo Pistoletto, che prende avvio da un gesto radicale: la proclamazione di Papa Francesco come «Primo Santo dell'Arte», un atto interno al linguaggio artistico che riconosce nel Santo di Assisi una figura capace di trasformare la vita in opera.
Sempre ad Assisi, il Museo della Porziuncola ospita un'esposizione che mette per la prima volta a confronto il breviario autografo di santa Chiara e il breviario di san Francesco, due testi di eccezionale rarità e valore simbolico.
Il Santo che continua a parlare
La figura di Francesco, a otto secoli di distanza, continua a esercitare un'influenza che travalica i confini della devozione religiosa. Nella «Commedia», Dante gli dedica il canto XI del Paradiso, dove San Tommaso d'Aquino ne celebra la vicenda terrena e il matrimonio mistico con madonna Povertà. Il rapporto tra il Santo e la poesia italiana resta uno dei nodi più fecondi della nostra tradizione letteraria, e in molte città il centenario viene ricordato proprio attraverso letture dantesche e recital musicali dedicati al Cantico delle creature.
A Siena, domenica 4 ottobre, la Basilica di San Francesco ospiterà la prima esecuzione integrale della «Messa dei dodici» di Francesco Galli, composizione per soli, coro e quattro pianoforti. A Grosseto, la celebrazione del beato transito di sabato 3 ottobre sarà preceduta da una processione dalla chiesa di San Francesco verso la Cattedrale, con una meditazione affidata a frate Matteo Brena, commissario di Terra Santa per la Toscana.
Le reliquie e il pellegrinaggio
Il richiamo delle reliquie del Santo ha mobilitato pellegrini da ogni parte. Davide Rondoni, presidente del Comitato per le celebrazioni francescane, ha raccontato la grande affluenza registrata nei luoghi legati alla memoria di Francesco, un flusso che ha interessato non solo Assisi ma l'intero circuito dei santuari francescani.
All'Eremo della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria, i frati minori cappuccini hanno organizzato una settimana di appuntamenti culminata nella rievocazione del Beato Transito, con la distribuzione dei mostaccioli, i dolci che secondo la tradizione frate Iacopa dei Sette Soli portò ad Assisi a Francesco ormai morente.
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