Pesaro, l'omelia di Pavanello e il concerto in Duomo per gli 800 anni di San Francesco
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Redazione Interno
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«Andiamo verso chi è ai margini». È il cuore dell'omelia che il vescovo Pierantonio Pavanello ha pronunciato per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco, avvenuta il 3 ottobre 1226. Il presule ha richiamato l'attenzione sulla necessità di raccogliere la testimonianza del Santo e di lasciarsi provocare dalle sue scelte di vita.
«Francesco ci invita ad andare anche noi a incontrare quelle categorie di persone che ci danno fastidio e che vorremmo tenere fuori della città, come i lebbrosi che la città di Assisi aveva relegato fuori dalle mura», ha aggiunto Pavanello, che dal 2015 guida la diocesi di Adria-Rovigo.
Il programma delle celebrazioni a Pesaro
Per l'ottocentenario, l'arcidiocesi di Pesaro ha organizzato due appuntamenti commemorativi. Il primo è fissato per le 16 in Duomo, dove sul sagrato si esibirà il gruppo musicale diocesano Kerigma, di ritorno dalla performance tenuta ad Assisi davanti alla Basilica di Santa Chiara. Si tratta di un «concerto narrato» scritto per l'occasione dal musicista Alessandro Pirani, componente della band. Il secondo appuntamento è in programma alle 18.30 nella chiesa dei Cappuccini a Pantano.
La ricorrenza coincide con il ritorno del 4 ottobre a festa nazionale, una novità che riguarda l'intero Paese. La giornata dedicata al patrono d'Italia era già solennità civile, ma la legge che ha istituito la festa nazionale ha aggiunto il 4 ottobre all'elenco dei giorni festivi con gli effetti previsti dalla legge 260 del 1949, ovvero l'osservanza del completo orario festivo nei luoghi di lavoro e il divieto di compiere determinati atti giuridici.
La memoria del 700° anniversario a Prato
Un secolo fa, per il 700° anniversario del 1926, Prato visse otto giorni di festeggiamenti. La cronaca di allora, raccolta dall'Archivio Storico Pratese in un numero speciale, descrive una città in festa: tanta musica nelle chiese, la processione che attraversò tutto il centro con la statua del Santo realizzata per l'occasione, migliaia di persone, gli arazzi esposti alle finestre, le luci accese nelle case e il concerto finale in piazza San Domenico.
I preparativi erano iniziati la sera del 15 maggio con una riunione nella sede della Misericordia, durante la quale fu redatto un manifesto che si concludeva con l'invito: «Cittadini! Il Santo dell'Umiltà e della Pace benedica le nostre industrie, le nostre opere, illumini le nostre menti, converta i nostri cuori». Fu istituito un comitato d'onore con le autorità religiose e civili, tra cui il vicario della Diocesi Eugenio Fantaccini, il sindaco Tito Cesare Canovai e il giudice pretore Ascanio Mele.
La giunta deliberò il 17 settembre 1926 di ridare alle piazze dove sorgono i templi monumentali i rispettivi nomi di piazza San Francesco e piazza San Domenico.
La giornata di oggi ad Assisi
La festa di oggi è stata preparata, attesa e voluta. Da quest'anno il giorno dedicato a san Francesco torna a essere festa nazionale, ma soprattutto tutto il mondo è idealmente riunito nella cittadina del Poverello per la chiusura dell'ottavo centenario della sua morte. Tra ieri e oggi, contando solo chi transita dalla Basilica di San Francesco in Assisi, si raccoglieranno circa 25mila persone. La Messa solenne delle 9.45 nella Basilica superiore è presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quest'anno l'olio per la Lampada votiva dei Comuni d'Italia è offerto dalla Regione Umbria e, per la prima volta, l'accensione è affidata al sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutti i Comuni italiani.
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