La crisi dell'auto in Germania influenza il Trentino Alto Adige
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Redazione Economia
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La crisi dell'industria automobilistica tedesca, che ha visto colossi come Volkswagen e Audi minacciare la chiusura di stabilimenti, sta avendo ripercussioni significative anche in Italia, in particolare nel Trentino Alto Adige. In questa regione, infatti, sono circa 3.000 i lavoratori impiegati nel settore della componentistica automobilistica, un comparto che, sebbene meno esposto rispetto ad altre aree, non può considerarsi immune agli effetti della crisi.
Mirco Cainelli, uno degli imprenditori più autorevoli del settore, ha sottolineato come il territorio trentino, pur essendo meno vulnerabile, non possa rimanere un'isola felice. La dipendenza dell'industria automobilistica tedesca dai componenti italiani rende inevitabile che le difficoltà del gigante tedesco si riflettano anche sul nostro Paese. La crisi, infatti, non risparmia nemmeno altre grandi aziende europee, come Michelin in Francia e Bosch in Italia, che stanno affrontando sfide simili.
Il recente rapporto dell'Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, realizzato dalla Camera di commercio di Torino in collaborazione con ANFIA, ha evidenziato le dinamiche e le sfide che il settore automobilistico sta affrontando in Italia, con un focus particolare sul Piemonte, la regione leader per fatturato. Nonostante il calo della produzione a livello europeo, che ha registrato un -22%, e la stagnazione delle immatricolazioni di veicoli elettrici, emergono comunque alcune opportunità nel settore del leasing e del noleggio, che continuano a offrire sbocchi lavorativi per i professionisti del settore.
Gaetano Lidonnici, area manager di Hunters Group, ha precisato che, nonostante la crisi, esistono ancora interessanti opportunità legate alle nuove formule di utilizzo delle automobili.




