Referendum su lavoro e cittadinanza, si vota domenica e lunedì: cosa c’è da sapere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Gli italiani sono chiamati alle urne domenica 8 e lunedì 9 giugno per esprimersi su cinque referendum abrogativi, quattro dei quali promossi dalla Cgil e incentrati su temi legati al lavoro, mentre il quinto, sostenuto da un comitato di centinaia di associazioni guidato da Riccardo Magi, Sonny Olumati e Deepika Salhan, riguarda le norme sulla cittadinanza. I seggi resteranno aperti domenica fino alle 23, mentre lunedì la votazione si concluderà alle 15.

I quesiti, ciascuno rappresentato da una scheda di colore diverso – verde, arancione, grigio e così via –, mirano a modificare disposizioni legislative esistenti, in linea con quanto previsto dall’articolo 75 della Costituzione. Quelli sul lavoro toccano aspetti controversi della disciplina attuale, anche se i promotori non hanno fornito dettagli tecnici sulle specifiche norme che si intendono abrogare. Quello sulla cittadinanza, invece, punta a rivedere i criteri per l’acquisizione della nazionalità, un tema che negli ultimi anni ha diviso l’opinione pubblica e la politica.

La consultazione si svolge in parallelo con i ballottaggi delle amministrative in diversi Comuni, dopo il primo turno del 25 e 26 maggio scorsi. Un accostamento che, secondo alcuni osservatori, potrebbe influenzare l’affluenza, già messa alla prova dalla strategia del centrodestra, che ha invitato all’astensione per far fallire il quorum.

Perché il referendum abrogativo sia valido, è necessario che partecipi almeno la maggioranza degli aventi diritto, una soglia non sempre facile da raggiungere, come dimostrano le precedenti consultazioni. Se il quorum verrà superato, la scelta degli elettori – tra il "sì" e il "no" – determinerà l’abrogazione parziale o totale delle norme interessate, lasciando al legislatore il compito di intervenire in caso di vuoti normativi.

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