Kevin Costner finisce di nuovo in tribunale, questa volta per i costumi di scena
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un'altra vertenza giudiziaria, la quale si aggiunge a precedenti dispute finanziarie, complica ulteriormente il già tortuoso percorso della saga western "Horizon: An American Saga". L'attore e regista, che ha investito risorse ingenti nel progetto, è stato infatti citato in giudizio dalla società Western Costume per una presunta violazione contrattuale. La compagnia, specializzata nel settore del noleggio per il cinema, sostiene di non aver ricevuto il pagamento pattuito per i costumi forniti durante le riprese del secondo capitolo della serie. La cifra contestata, che ammonta a quattrocentoquarantamila dollari, rappresenta un'ulteriore scottante goccia in un vaso che, per Costner, rischia di traboccare, considerando gli sforzi produttivi e le aspettative riposte nell'opera.
La richiesta della società e il silenzio delle parti in causa
La causa, depositata presso un tribunale della California, coinvolge non solo la figura pubblica di Costner ma anche la sua casa di produzione, la Territory Pictures. La Western Costume, la cui attività è un pilastro storico per l'industria di Hollywood, ha presentato i propri documenti legali senza mezzi termini, chiedendo il risarcimento dell'intera somma non versata. Dalle carte emerge il racconto di un accordo commerciale, stipulato in piena regola, che non sarebbe stato onorato dalla controparte nonostante le ripetute sollecitazioni. Né l'attore, noto per ruoli iconici in pellicole come "Balla coi lupi", né i suoi legali hanno per il momento fornito dichiarazioni pubbliche in merito alla vicenda, lasciando che fossero gli atti depositati in tribunale a delineare la posizione dell'accusa.
Un progetto ambizioso travolgido dalle controversie legali
"Horizon", concepito come un'epopea cinematografica da dividere in più capitoli, si è rivelato fin dall'inizio un'impresa titanica, la quale ha assorbito energie creative e capitali considerevoli. Lo stesso Costner, il quale ha fortemente voluto e co-sceneggiato l'opera, ha più volte sottolineato il carattere personalissimo dell'operazione, arrivando a finanziarla anche con il proprio patrimonio. Tuttavia, il cammino del film è stato costellato da intoppi non indifferenti, tra i quali spiccano proprio le beghe legali di natura economica che, periodicamente, riportano l'attenzione più sulle questioni giudiziarie che sul merito artistico. Quest'ultima disputa, per quanto riguardi un aspetto tecnico come il guardaroba, va a erodere ulteriormente la già complessa macchina organizzativa e finanziaria del progetto.
Il contesto giudiziario e il peso delle procedure
La California, che è il cuore pulsante dell'industria dell'intrattenimento mondiale, vede ogni anno una moltitudine di cause simili tra fornitori e produzioni, molte delle quali si risolvono con accordi extragiudiziali prima di arrivare a un verdetto. La peculiarità di questo caso risiede nella statura pubblica dell'imputato e nell'eco mediatica che inevitabilmente lo accompagna, elementi che rischiano di trasformare una contesa commerciale in un danno d'immagine. Il procedimento, che ora seguirà il suo iter, costringerà le parti a un confronto davanti alla legge, un confronto i cui esiti potrebbero avere ripercussioni concrete sulla fase conclusiva della lavorazione del film o su eventuali piani futuri per la saga.




