Don Carlo, un riflesso del nostro mondo
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Redazione Interno
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Il recente spettacolo di "Don Carlo" alla Scala di Milano ha risvegliato un'eco politica inaspettata. Prima dell'inizio dell'opera, un grido dal pubblico ha risuonato: "Viva l'Italia". A questo è seguita una risposta, "Viva l'Italia antifascista", che ha suscitato una reazione da parte degli agenti della Digos, intervenuti per identificare la persona che ha risposto.
"Don Carlo" è un'opera che riflette il nostro mondo in molti modi. È amore e guerra, spietatezza della politica e passioni individuali, culto del territorio patrio e fanatismi religiosi. Questa rappresentazione ha aperto la stagione della Scala, tra roghi ardenti dell'Inquisizione e triangoli morbosi, in sintonia con il nostro presente.
La serata si è aperta con un discorso del sovrintendente Dominique Meyer, che ha annunciato che l'Unesco ha appena dichiarato il canto lirico italiano patrimonio immateriale dell'umanità. Nonostante qualche buuu per il direttore Riccardo Chailly e il regista Lluís Pasqual, il bilancio finale del Don Carlo della Scala è stato di tredici minuti di applausi. Un Don caldo, insomma.




