Trump annuncia l’invio di nuove armi all’Ucraina e sanzioni alla Russia: tensione con Putin

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A pochi giorni dalla decisione di sospendere la consegna di intercettatori per le difese aeree e missili di precisione all’Ucraina, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto marcia indietro, annunciando non solo la ripresa degli aiuti militari a Kiev ma anche l’intenzione di imporre nuove sanzioni contro Mosca. “Putin dice un sacco di stronzate”, ha dichiarato Trump, in un improvviso inasprimento dei toni verso il leader russo, che negli ultimi mesi aveva evitato critiche dirette.

Fonti del Wall Street Journal, citando funzionari del Dipartimento della Difesa, hanno rivelato che la Casa Bianca starebbe valutando l’invio di un ulteriore sistema Patriot all’Ucraina, rafforzando così le difese aeree del Paese sotto i continui attacchi russi. Il Pentagono, secondo quanto riportato, avrebbe ricevuto l’ordine di elaborare nuove opzioni per l’assistenza militare, inclusa la possibilità di coinvolgere alleati nella fornitura di sistemi già disponibili.

La svolta arriva mentre Mosca denuncia un attacco con droni nella regione di Kursk, dove tre persone sono morte e altre sette sono rimaste ferite. Se da un lato il Cremlino accusa Kiev – senza fornire prove – dall’altro Trump sembra aver colto l’occasione per rilanciare la pressione su Putin, minacciando contromisure economiche.

Non è chiaro, tuttavia, se il cambio di rotta sia legato a una strategia preordinata o a tensioni interne all’amministrazione americana. La Cnn ha riferito che lo stesso Trump non sarebbe stato informato dal Pentagono della decisione iniziale di bloccare le spedizioni di armi, un dettaglio che, se confermato, aprirebbe interrogativi sulla coesione della sua squadra di governo.

Intanto, le parole dure del presidente americano hanno ulteriormente raffreddato i rapporti con il Cremlino, già tesi dopo le ripetute accuse di violazioni dei diritti umani e le sanzioni precedenti. Putin, che in passato aveva definito Trump un interlocutore “prevedibile”, ora si trova davanti a una svolta che potrebbe complicare ulteriormente il dialogo tra le due potenze.

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