I presunti "metalupi de-estinti" sono solo ibridi, non una rinascita della specie

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Quelli che, a un occhio distratto, potrebbero sembrare due batuffoli bianchi come tanti cuccioli di cane, in realtà sono esemplari di enocione, noto anche come dire wolf o "metalupo". Romolo e Remo, così sono stati chiamati i due cuccioli di sei mesi, insieme alla femmina Khaleesi, rappresentano l’ultimo esperimento della startup statunitense Colossal Biosciences, specializzata nel tentativo di riportare in vita specie scomparse. L’azienda, che ha lavorato su Dna estratto da resti antichi e su embrioni impiantati in cani surrogate, ha ottenuto la nascita dei tre esemplari tra ottobre 2024 e gennaio 2025.

L’enocione, reso celebre dalla serie Il Trono di Spade, popolava le Americhe e l’Asia orientale fino a circa 10mila anni fa. La notizia del suo "ritorno", tuttavia, ha sollevato più di una perplessità tra gli esperti. Roberto Marchesini, etologo e filosofo della scienza, ha sottolineato che «non si tratta di de-estinzione, ma di un ibrido creato in laboratorio». Un concetto ribadito anche da altri scienziati, secondo i quali l’operazione, per quanto affascinante, non equivale a riportare in vita una specie scomparsa.

L’entusiasmo mediatico, alimentato da testate come Time e The New Yorker e dall’appoggio di figure come Elon Musk, rischia di offuscare un punto cruciale: quello che è stato ottenuto non è un metalupo puro, bensì un animale con caratteristiche genetiche modificate. «È un grande risultato tecnologico», ha osservato la genetista Carla Meldolesi, «ma non possiamo parlare di rinascita di una specie estinta».

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