Le truffe che svuotano il conto: 200 casi in un anno, l’allarme della polizia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il mondo dei raggiri digitali, che ormai poco ha a che fare con le mail sgrammaticate di un tempo, si è trasformato in un’industria sofisticata dove tecnologia, psicologia e anonimato si fondono per colpire senza distinzione anziani, impiegati e imprenditori navigati. A Torino, per fare un esempio, la polizia postale sta fronteggiando una delle ondate più aggressive degli ultimi anni, un’emergenza che mostra con chiarezza il nuovo volto, estremamente insidioso, del crimine informatico. L’inganno, che corre veloce tra spoofing, intelligenza artificiale e finti analisti finanziari, ha già prodotto duecento vittime accertate in un solo anno, lasciandosi dietro conti correnti svuotati in pochi secondi e un senso di vulnerabilità che pare non risparmiare nessuno.
La tecnica dell’investimento fasullo
La parabola di un ex imprenditore ottantacinquenne, al quale sono stati sottratti ottocentocinquantamila euro nel giro di cinque mesi da una società di investimenti online, delinea alla perfezione i meccanismi di questa trappola. “Tutto è iniziato nel giugno 2024 con un investimento di soli 250 euro”, ha raccontato l’uomo agli agenti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica; “più versavo, più guadagnavo”, ha aggiunto, descrivendo l’esca di facili rendite che lo ha condotto alla rovina finanziaria. Un meccanismo subdolo, che si serve di piattaforme dall’aspetto impeccabile e di una comunicazione costante, la quale, sebbene persuasiva, nascondeva una realtà ben diversa, dato che l’Iban utilizzato per i versamenti era già stato segnalato come a rischio.
L’evoluzione delle minacce
Non si tratta più di tentativi grossolani, bensì di operazioni che alzano decisamente l’asticella, come stanno scoprendo sulla propria pelle i correntisti di un istituto di credito molto presente sul territorio, la Banca Popolare di Puglia e Basilicata. In quelle regioni, e non solo, si stanno verificando in queste ore tentativi di frode informatica definiti “quasi perfetti”, che sfruttano un mix di tecniche sempre più raffinate. Tra queste, come riportano le cronache, spicca l’utilizzo di video di personaggi noti, realizzati con l’intelligenza artificiale, una falsificazione così convincente da superare le normali diffidenze delle potenziali vittime.
Le contromisure in campo
Di fronte a un fenomeno così pervasivo e in continua evoluzione, gli istituti bancari stanno progressivamente mettendo in campo servizi aggiuntivi per proteggere i propri correntisti, cercando di arginare un danno che, per molti, si rivela irreparabile. Sulla scia di quanto già fatto da Poste Italiane, si moltiplicano gli sforzi per offrire strumenti di monitoraggio e allerta, sebbene la battaglia appaia quanto mai impari contro criminali che sanno cambiare strategia con una rapidità disarmante. La sfida, che si gioca su un terreno per sua natura senza confini, richiede una vigilanza costante, sia da parte delle forze dell’ordine che degli stessi cittadini, i quali, purtroppo, si trovano spesso a dover apprendere la lezione solo dopo essere caduti nella rete.




