MotoGP 2026, un assaggio di futuro nei test di Sepang: rookie e nuove carene in pista
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Redazione Sport
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La stagione della MotoGP si è risvegliata, con il caratteristico ronzio dei motori a rompere il silenzio invernale, sul tracciato caldo e umido di Sepang. Qui, dove l’asfalto diventa una sfida costante, si è chiusa la prima delle tre giornate di Shakedown, una sessione dedicata esclusivamente ai collaudatori, ai piloti neofiti della classe regina e a quelli delle squadre che, beneficiando delle cosiddette concessioni, hanno la possibilità di accumulare chilometri preziosi in anticipo. La sessione, sebbene preliminare, ha già offerto diversi spunti di analisi, permettendo di osservare i primi, timidi aggiustamenti tecnici e l’approccio dei nuovi protagonisti a moto che, seppur in livrea nera anti-sguardi indiscreti, iniziano a delineare le gerarchie della prossima annata.
I tempi e i protagonisti del day-1
A guidare la classifica dei tempi è stato Aleix Espargaró, il quale, dopo il ritiro, è tornato in sella a una Honda che quest’anno potrà contare appunto sulle concessioni. Il suo primato, sebbene ottenuto in una sessione dal valore puramente indicativo, segnala un impegno notevole da parte della casa nipponica, decisa a risollevarsi dopo un ciclo complicato. Alle sue spalle si sono piazzate le KTM del fratello Pol e del collaudatore Dani Pedrosa, pilota dal tocco sempre fine e capace di fornire feedback fondamentali per lo sviluppo della RC16. Quarto tempo, e dato forse più atteso, per Toprak Razgatlioglu, il campione del mondo Superbike che affronta la sua prima, vera immersione nel mondo MotoGP: il turco, il cui adattamento era oggetto di curiosità, ha macinato giri con costanza, concentrandosi evidentemente sulla sensibilità più che sul cronometro. Ottavo, invece, l’altro rookie Diogo Moreira, che completa un quadro di esordienti molto osservati.
Novità tecniche e lavoro in officina
Lontano dalla classifica, però, il lavoro più significativo si è svolto nei box e in pista con le moto coperte da teloni. La Ducati, in particolare, ha fatto parlare di sé presentando un nuovo pacchetto aerodinamico, svelando così – come spesso accade in questi test – che la versione mostrata in occasione della presentazione ufficiale era solo una base di partenza. La carena della Desmosedici GP ha assunto linee inedite, frutto di un’evoluzione che i tecnici di Borgo Panigale hanno voluto testare subito, affidandola ai propri collaudatori. Anche Yamaha, l’altra casa italiana che – è bene ricordarlo – gode ancora dello status di concessioni, ha potuto far girare i suoi piloti ufficiali, accumulando dati importanti per lo sviluppo della nuova V4, un progetto cruciale per il costruttore di Iwata. Qualche inconveniente meccanico e una caduta, inevitabili quando si spingono al limite componenti ancora acerbe, non hanno intralciato il programma generale delle squadre, volto a raccogliere il maggior numero di informazioni possibili prima dell’arrivo del grosso del gruppo.
Il percorso verso i test ufficiali
Quello di venerdì e sabato saranno gli ultimi due giorni a disposizione di questo ristretto gruppo di piloti, prima che il circus torni al gran completo. L’appuntamento successivo, ben più atteso e rappresentativo, è infatti fissato tra pochi giorni, sempre a Sepang, con i test ufficiali che dal 3 al 5 febbraio vedranno scendere in pista tutti i piloti titolari con le loro nuove moto definitive. Solo allora, quando le livree saranno smaltite e i cronometri inizieranno ad avere un peso diverso, si potrà cominciare a tracciare un quadro più chiaro delle potenzialità reali. Fino ad allora, le immagini che giungono dalla Malesia restano un affascinante promemoria: il motomondiale è vivo, proiettato in un futuro che si costruisce giro dopo giro, tra adattamenti, prove ed errori, in un laboratorio a cielo aperto dove ogni dettaglio può fare la differenza.




