San Gennaro, il sangue si scioglie alle 10.04. Battaglia: «La camorra è bestemmia, fermatevi»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il sangue di San Gennaro si è sciolto anche quest'anno. L'annuncio è arrivato alle 10.04, pronunciato dall'abate monsignor Vincenzo De Gregorio davanti alla folla che gremiva il Duomo di Napoli fin dalle prime ore del mattino. «Il santo protettore ci dà il segno della sua presenza», ha detto De Gregorio, mentre un lungo applauso e lo sventolio dei fazzoletti bianchi accoglievano la notizia.

Poco prima delle 10, l'arcivescovo Domenico Battaglia si era recato nella Cappella del Tesoro insieme all'abate, al sindaco Gaetano Manfredi e al presidente della Regione Campania Roberto Fico per l'apertura della cassaforte che custodisce le ampolle. Le reliquie sono state poi portate in processione all'altare maggiore per la solenne celebrazione eucaristica.

Un'omelia contro la guerra e la camorra

Nel giorno dedicato al patrono, il cardinale Battaglia ha trasformato la sua omelia in un appello diretto contro la violenza e l'indifferenza. «La camorra è guerra. Una guerra senza dichiarazione. Senza divise. Senza trattati di pace. Ma è guerra», ha affermato, spiegando che ogni volta che un ragazzo viene arruolato dalla strada, ogni volta che un bambino cresce pensando che il denaro facile sia l'unica strada possibile, ogni volta che qualcuno compra il silenzio di un quartiere, «abbiamo perso una battaglia».

Il pensiero è andato anche ai conflitti internazionali, dalla Palestina all'Ucraina: «Non voglio più nominare l'ennesima terra ferita, l'ennesima madre che stringe un corpo troppo piccolo tra le braccia, non perché voglia dimenticarli, ma perché voglio che non ce ne sia più bisogno».

«Nulla di religioso nella camorra»

Il passaggio più duro dell'intervento ha riguardato il rapporto tra criminalità organizzata e pratiche devozionali. «Non c'è nulla di religioso nella camorra. Non basta una medaglia al collo. Non basta un'immagine sacra sul comodino. Non basta inchinarsi davanti a una statua», ha detto Battaglia. «Puoi accendere cento candele a San Gennaro, ma se spegni la vita di tuo fratello, quelle candele non fanno luce. Puoi portare una Madonna sulle spalle, ma se sulle spalle degli altri hai caricato paura, ricatto e violenza, quella processione non ti assolve».

Da qui la definizione della camorra come «bestemmia», perché «prende un ragazzo e gli ruba il futuro, prende un quartiere e gli ruba la fiducia, prende il bisogno e ne fa mercato, prende il sangue e ne fa moneta».

La grazia chiesta al patrono

Al termine dell'omelia, il cardinale ha rivolto a San Gennaro una preghiera che è insieme supplica e desiderio per l'anno a venire. «Gennaro, se il tuo sangue deve sciogliersi, si sciolga ancora. Ma fammi questa grazia: quando torneremo qui, il prossimo anno, fa' che l'unico sangue di cui dovremo parlare sia il tuo. L'unico sangue versato. Il tuo. Nessun altro». E ancora: «Non voglio più venire qui, davanti alla tua ampolla, e dover dire che il tuo sangue assomiglia a quello dei bambini uccisi. Oggi, davanti al sangue di Gennaro, vorrei che da Napoli partisse un grido: fermatevi».

Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18.30, le ampolle sono state esposte in chiesa per la venerazione dei fedeli, mentre all'esterno del Duomo l'arcivescovo ha mostrato alla città il sangue liquefatto al termine della messa.

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