Arresto di Ruben Vardanyan e Dissoluzione della Repubblica del Nagorno-Karabakh: Cambiamenti nel Conflitto Armeno-Azerbaigiano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ruben Vardanyan, ex leader separatista del Nagorno-Karabakh, è stato arrestato dalle forze di sicurezza dell'Azerbaigian. Accusato di "finanziamento del terrorismo", "creazione di gruppi armati illegali" e "attraversamento illegale del confine", rischia fino a 14 anni di reclusione. Dopo un'offensiva militare e una tregua mediata da Mosca, l'Azerbaigian sta prendendo il controllo del Nagorno-Karabakh. Questo ha provocato un esodo di massa di profughi armeni dalla regione separatista, per il quale Erevan accusa Baku di "pulizia etnica". La Repubblica dell'Artsakh, sotto cui si riconoscevano i circa 120mila armeni del Nagorno-Karabakh, è stata cancellata in appena 24 ore con un blitz militare condotto dall’esercito dell’Azerbaigian. Il cessate-il-fuoco “mediato” dai russi altro non era che una resa totale del governo separatista armeno, che oggi ha annunciato che l’autoproclamata Repubblica “cesserà di esistere” entro il primo gennaio 2024, con la dissoluzione dello stesso governo. La repubblica separatista del Nagorno Karabakh cesserà di esistere tra poche settimane, formalmente dal 1° gennaio 2024. Lo prevede un decreto emanato questa mattina dal leader della repubblica autoproclamata a maggioranza armena, riconquistata di fatto dall’Azerbaigian al termine della guerra-lampo della scorsa settimana. Il decreto prevede che siano sciolte il primo giorno del 2024 tutte le istituzioni e organizzazioni governative e che di conseguenza «la Repubblica del Nagorno Karabakh (Artsakh) cesserà di esistere».

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