Mercato delle memorie, verso un crollo dei prezzi nel 2027? I produttori cinesi pronti a inondare il globo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il settore tecnologico, e in particolare il comparto dei semiconduttori, sta attraversando una fase di rincari senza precedenti, una dinamica spesso giustificata dalla crescente domanda di chip per l'intelligenza artificiale. Tuttavia, all'orizzonte si profila un possibile, e per molti versi inatteso, scenario di svolta che potrebbe portare a un drastico calo dei prezzi delle memorie a partire dalla seconda metà del 2027.
La ragione di questa potenziale inversione di tendenza risiede nell'aggressiva espansione produttiva della Cina nel settore delle DRAM e delle NAND Flash, un'offerta che, se confermata, potrebbe inondare il mercato globale e ribaltare gli attuali equilibri.
L'avanzata dei colossi cinesi e le previsioni di un ex dirigente Samsung
Il cuore di questa previsione risiede nelle dichiarazioni di Kye-hyun Kyung, consulente di Samsung Electronics ed ex responsabile della divisione Device Solutions, che durante il 285° forum della National Academy of Engineering of Korea ha tracciato uno scenario di profondo cambiamento. Secondo Kyung, l'industria cinese delle memorie, con aziende come ChangXin Memory Technologies (CXMT) e Jiahe Jinwei, sta compiendo passi da gigante, aumentando la propria capacità produttiva a un ritmo tale da generare un eccesso di offerta.
Le stime delle società di ricerca di mercato, citate dall'ex dirigente, parlano di una capacità produttiva globale che potrebbe raggiungere i sei milioni di wafer al mese nella seconda metà del 2027, un incremento che rischierebbe di far crollare i prezzi. Questo scenario, che rappresenterebbe una manna per i consumatori finali, è visto con preoccupazione in Corea del Sud, dove i colossi Samsung e SK Hynix potrebbero vedere erosa la loro fetta di mercato.
Il 2026: un anno di rincari storici secondo Gartner e le stime di TrendForce
Prima di intravedere la luce in fondo al tunnel, il 2026 si prospetta come un anno da incubo per i prezzi delle memorie, come confermato da diverse analisi di settore. La società di ricerca Gartner, in un rapporto pubblicato ad aprile, prevede per il 2026 un aumento dei prezzi della DRAM del 125% e un balzo del 234% per la NAND Flash, descrivendo l'incremento come "storico" e prevedendo che un sollievo significativo non arriverà prima della fine del 2027.
Anche TrendForce, pur intravedendo un miglioramento per la NAND nella seconda metà del 2027, con un deficit di offerta che si ridurrà dal 4-6% del 2026, si mostra cauta sulle prospettive della DRAM. La domanda incessante di storage per le infrastrutture di intelligenza artificiale è il motore principale di questa impennata, che sta distorcendo i tradizionali cicli economici del settore.
Il nodo dell'intelligenza artificiale e il rischio di una bolla
Un elemento di incertezza che potrebbe accelerare o frenare il crollo dei prezzi è legato proprio al settore dell'intelligenza artificiale. Se i grandi colossi tecnologici, come OpenAI, Amazon e Microsoft, dovessero ridurre la spesa per l'AI a causa di ritorni economici inferiori alle attese, la domanda di memorie avanzate subirebbe un contraccolpo, amplificando l'effetto dell'eccesso di offerta cinese.
Attualmente, circa il 50% della produzione globale di memorie è già vincolato da accordi di fornitura a lungo termine con i giganti del cloud e dell'AI, e si stima che questa percentuale possa salire fino al 70%, riducendo la disponibilità per il mercato libero e per i consumatori finali. In questo contesto, la produzione aggiuntiva cinese, inizialmente indirizzata per lo più al mercato interno, potrebbe rappresentare la svolta per il resto del mondo, a patto che le tensioni geopolitiche non ne ostacolino la diffusione.
Effetti a catena su PC e dispositivi e lo spettro di una crisi decennale
La tensione sul mercato delle memorie sta già avendo ripercussioni concrete sui prezzi di PC, notebook e console portatili. I rincari della DRAM e della NAND Flash, con picchi che in Germania hanno toccato il 414% per la DDR5 rispetto al luglio 2025, stanno spingendo aziende come Apple e Dell ad anticipare gli ordini per limitare l'impatto sui loro prodotti.
Le previsioni per il 2026 e il 2027 indicano ulteriori aumenti: Jefferies prevede un rialzo del 40-50% nel terzo trimestre del 2026 e un altro 30-40% nel quarto, con un incremento medio annuo del 40-45% per tutto il 2027. Tuttavia, la prospettiva di un crollo dei prezzi nel 2027, sebbene allettante, si scontra con visioni più pessimistiche.
Il presidente di Adata, Chen Li-bai, ha avvertito che la crisi della DRAM potrebbe durare un intero decennio, spinto dalla domanda di infrastrutture AI, mentre altri analisti ipotizzano una carenza di NAND flash che potrebbe protrarsi per un periodo simile. Per le imprese italiane, la capacità produttiva di CXMT risulta già prenotata fino alla fine del 2027, con i grandi marchi che avranno la precedenza, lasciando le aziende più piccole a dover gestire costi e tempi di consegna più onerosi.
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