Il mercato trema: per Lenovo i prezzi di RAM e SSD non torneranno più ai vecchi livelli

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L'allarme, che suona come una doccia gelata per l'intero settore tecnologico, arriva direttamente dalla conferenza ISC 2026 di Amburgo.

Durante un intervento dedicato all'evoluzione del mercato delle memorie, Lenovo ha mostrato una traiettoria dei prezzi di DRAM e NAND che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche: l'impennata iniziata tra la fine del terzo trimestre e l'inizio del quarto del 2025, secondo il colosso cinese, non rappresenta affatto una bolla temporanea destinata a sgonfiarsi, ma l'inizio di un ciclo strutturale al rialzo che potrebbe protrarsi stabilmente fino al 2030.

La previsione è tanto più preoccupante in quanto arriva da uno dei maggiori produttori mondiali di PC, workstation e server, un osservatore privilegiato che vive sulla propria pelle le fluttuazioni del costo dei componenti.

Il nodo strutturale della domanda di IA

La ragione profonda di questa inversione di tendenza risiede in un cambiamento epocale negli equilibri della filiera, determinato dall'esplosione della domanda di intelligenza artificiale. I grandi data center, in una corsa senza precedenti all'addestramento di modelli sempre più complessi, stanno letteralmente divorando la produzione di memorie ad alte prestazioni, in particolare gli HBM (High Bandwidth Memory), fondamentali per il funzionamento delle GPU più potenti.

Secondo quanto emerso durante la conferenza, questo comparto assorbe ormai circa il 23% della capacità produttiva totale dei wafer DRAM, e la sostituzione ha un impatto devastante sull'offerta per il mercato consumer: per ogni wafer destinato alla produzione di HBM, se ne perdono circa tre per la produzione di memorie tradizionali. Non si tratta più, dunque, di una carenza ciclica risolvibile con un aumento della capacità produttiva, ma di una vera e propria riallocazione strategica della produzione verso segmenti a più alto margine, dove la domanda dei colossi del cloud sembra inarrestabile.

Nuova normalità: rincari a cascata su PC, console e smartphone

Le conseguenze di questo scenario si riverseranno direttamente sulle tasche dei consumatori. Il messaggio di Lenovo è stato chiaro e privo di giri di parole: l'aumento del costo di DRAM e NAND non rimarrà confinato alla distinta base dei produttori, ma si tradurrà in rincari significativi per tutti i dispositivi che utilizzano questi componenti, dai PC alle console, dagli smartphone ai notebook.

Un'analisi di Jefferies Equity Research, citata durante i lavori, ha quantificato l'impatto stimando un aumento dei prezzi delle memorie tra il 40% e il 50% nel terzo trimestre del 2026 rispetto al trimestre precedente, e un ulteriore balzo del 30-40% nel quarto. Lo stesso istituto prevede che nel 2027 i prezzi medi possano risultare superiori del 40-45% rispetto all'anno precedente, con una prima, timida, inversione di tendenza ipotizzata solo nel 2028, quando entrerà in funzione nuova capacità produttiva.

Ma anche in quel caso, avverte Lenovo, il ritorno ai livelli di partenza del 2024 e inizio 2025 è un'eventualità destinata a rimanere un lontano ricordo.

Strategie difensive e una prospettiva a lungo termine

Di fronte a questa prospettiva, lo stesso gigante cinese ha già iniziato a muoversi per difendere i propri margini. Secondo fonti di stampa, Lenovo avrebbe informato i propri distributori di un secondo aumento dei prezzi dei PC in programma per luglio, con rincari che in alcuni casi potrebbero raggiungere i 1000 yuan (circa 147 dollari). Il segnale è inequivocabile: il canale retail deve prepararsi a una fase in cui la pressione sui costi dei componenti non potrà più essere assorbita, ma dovrà essere trasferita a valle.

La stessa azienda ha ammesso di aver aumentato le proprie scorte di memorie di circa il 50% rispetto al livello normale, una scelta difensiva che l'amministratore delegato ha definito senza mezzi termini come "senza precedenti". L'azienda ha anche ironicamente presentato una "guida in cinque passi per sopravvivere al RAMageddon", un termine che sintetizza con efficacia la gravità della situazione, ormai entrata nel lessico comune del settore.

La nuova realtà del mercato delle memorie, insomma, si prospetta come una condizione stabile e duratura, determinata da un cambio di paradigma nella domanda che nessuna espansione produttiva a breve termine potrà invertire. L'era dei componenti a prezzi sempre più bassi, che aveva accompagnato la crescita esponenziale del settore tecnologico, sembra essersi definitivamente conclusa, lasciando spazio a un futuro in cui la memoria e lo storage peseranno in modo strutturale sul costo di qualsiasi dispositivo elettronico.

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