Incendi a Creta, evacuate 8mila persone: la paura dei turisti e il bilancio dei pompieri caduti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre l'emergenza incendi continua a tenere sotto scacco diverse regioni europee, con la Francia e la Spagna che ancora contano i danni dei devastanti roghi dei giorni scorsi, l'attenzione si è spostata verso est, dove la Grecia sta affrontando una delle sue peggiori crisi stagionali.

Le isole di Paros, Lesbo e parti del Peloponneso sono state colpite, ma è soprattutto Creta, la più grande delle isole greche, a trovarsi al centro di una situazione drammatica: un vasto incendio boschivo, alimentato da venti violenti che hanno reso vani i tentativi di contenerlo, ha costretto alla fuga circa 8.000 persone, seminando panico tra residenti e turisti e causando la morte di tre vigili del fuoco.

Un fronte di fuoco di 15 chilometri fuori controllo

Il rogo, divampato mercoledì nella regione di Rethymno, sulla costa meridionale dell'isola, ha rapidamente assunto dimensioni imponenti, con un fronte che si estende per oltre 15 chilometri e che continua a bruciare in modo incontrollato.

A complicare le operazioni di spegnimento ci hanno pensato le raffiche di vento, che hanno raggiunto i 125 chilometri orari, una violenza tale da essere classificata con grado 11 sulla scala Beaufort e da impedire per gran parte della giornata di giovedì il decollo degli aerei e degli elicotteri antincendio, lasciando i pompieri a combattere le fiamme esclusivamente via terra.

La vice governatrice della regione di Rethymno, Maria Lioni, ha descritto la situazione come critica, definendo la giornata di mercoledì un giorno buio per il territorio e spiegando che la priorità assoluta rimane il contenimento del fuoco. Nonostante l'impegno di circa 224 vigili del fuoco, 53 automezzi e 11 squadre specializzate, le fiamme hanno già distrutto numerose abitazioni e terreni agricoli, lasciando dietro di sé una scia di devastazione la cui entità non è ancora stata quantificata con precisione.

"Abbiamo vissuto un incubo": la fuga disperata dei turisti

Nel pieno della stagione turistica, quando l'isola accoglie milioni di visitatori, l'improvvisa violenza del fuoco ha colto molti di loro impreparati, trasformando una vacanza in un'esperienza traumatica. Gli sfollati sono stati trasferiti in allestimenti di fortuna, come il palazzetto dello sport del Comune di Festo a Mires e alcuni edifici scolastici, dove la Croce Rossa e le autorità locali hanno garantito i beni di prima necessità, tra cui cibo, acqua e letti a castello. Per molti turisti, l'evacuazione è stata una corsa contro il tempo.

"Ce l'abbiamo fatta per un soffio: immaginatevi la scena, correvamo mentre il fuoco ci incalzava alle spalle... Ci caricavano a bordo gridando 'presto, presto!'. Bruciava tutto, è stato un incubo; abbiamo vissuto un incubo", ha raccontato una turista, mentre un'altra ha confessato la propria angoscia: "Non sapevo per cosa sarei morta: se per il fuoco, per la cenere che mi soffocava nell'aria o annegando in mare... Non lo so, era una follia".

Alcune operazioni di salvataggio si sono svolte anche via mare, con la Guardia Costiera greca e imbarcazioni private che hanno evacuato decine di persone dalle zone costiere di Agios Pavlos e Preveli, dove il fuoco minacciava di tagliare ogni via di fuga. Un'operazione complessa, resa ancora più difficile dalle precarie condizioni meteorologiche, che ha permesso comunque di mettere in salvo 29 persone a bordo delle motovedette e di assistere altre 51 nella zona di Preveli.

Il dolore per i vigili del fuoco caduti e le indagini in corso

Il bilancio delle vittime ha gettato ulteriore ombra su questa tragedia. Tre vigili del fuoco hanno perso la vita nel tentativo di domare le fiamme: due sono rimasti intrappolati e sono morti a Creta, nei pressi del villaggio di Krya Vrysi, mentre un terzo ha perso la vita nel sud del Peloponneso, vicino alla città portuale di Giteo (Gytheio).

Il capo del Corpo dei Vigili del Fuoco greco, Theodoros Vagias, ha espresso il proprio cordoglio in una nota ufficiale, rendendo noti i nomi dei due pompieri caduti a Creta: si tratta di Emmanouil Stratidakis, 58 anni, e Pantelis Diamantakis, 25 anni, le cui esequie si sono tenute giovedì. La loro scomparsa ha scosso profondamente l'opinione pubblica, mentre le autorità locali hanno avviato le indagini per accertare le cause che hanno innescato l'incendio.

Monitoraggio e rassicurazioni per i turisti italiani

L'emergenza ha attirato l'attenzione anche delle autorità e delle associazioni di categoria italiane, preoccupate per i numerosi connazionali che in questo periodo si trovano sull'isola per le vacanze. La Fiavet (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo) Trentino - Alto Adige ha confermato di essere in costante contatto con le agenzie di viaggio per monitorare la situazione.

La presidente Sandra Paoli ha rassicurato sullo stato di sicurezza dei turisti trentini e altoatesini presenti a Creta, affermando che al momento non emergono criticità particolari e che i vacanzieri stanno proseguendo il loro soggiorno in sicurezza. Non sono stati segnalati stop alle partenze per i prossimi fine settimana, ma la situazione resta sotto stretta osservazione, con l'invito ai viaggiatori di registrare il proprio itinerario sul portale "Dove siamo nel mondo" del Ministero degli Affari Esteri e di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità greche.

La maggior parte delle località turistiche dell'isola, infatti, rimane operativa, mentre le aree direttamente interessate dal rogo sono state isolate e sono oggetto di un presidio costante da parte dei soccorritori.

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