Euro digitale, via libera dal Parlamento Ue: al via il trilogo, obiettivo 2029
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Redazione Economia
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Il Parlamento europeo ha compiuto un passo decisivo verso l'introduzione dell'euro digitale, la nuova forma elettronica della moneta unica che, nelle intenzioni della Banca centrale europea, dovrebbe entrare in circolazione a partire dal 2029.
Con 416 voti favorevoli, 169 contrari e 22 astensioni, l'assemblea di Strasburgo ha approvato il mandato negoziale sul regolamento che dovrà disciplinare la nuova valuta, aprendo ufficialmente la fase del trilogo, il confronto tra Parlamento, Consiglio dell'Unione europea e Commissione europea che porterà alla definizione del testo definitivo della riforma.
La procedura, che si avvia ora verso la sua fase conclusiva, ha l'obiettivo di chiudere l'iter legislativo entro il 2026, lasciando poi alla Bce il compito di assumere la decisione finale sull'emissione, con le ipotesi più accreditate che collocano il debutto dell'euro digitale verso la fine del decennio.
Il progetto dell'euro digitale, che si configura come una vera e propria moneta digitale di banca centrale, è stato concepito come uno strumento complementare al contante e non come un suo sostituto; si tratta, in sostanza, di una sorta di banconota elettronica che potrà essere conservata su uno smartphone o su una smart card e utilizzata per i pagamenti quotidiani con la stessa affidabilità dell'euro fisico.
A differenza delle criptovalute, l'euro digitale sarà emesso e garantito dalla Banca centrale europea, offrendo quindi un valore stabile e il pieno corso legale all'interno dell'area dell'euro. La posizione negoziale approvata dal Parlamento prevede che la nuova moneta possa funzionare sia in modalità online, per acquisti su internet e trasferimenti a distanza, sia offline, consentendo pagamenti diretti tra dispositivi vicini anche in assenza di connessione di rete, esattamente come avviene con le banconote fisiche.
Il negoziato e le prossime tappe
Il via libera della plenaria è arrivato a distanza di poche settimane dal voto della commissione Affari economici e monetari, che il 23 giugno scorso aveva già approvato il mandato negoziale con 43 voti favorevoli, 14 contrari e un'astensione. Il relatore per il dossier è lo spagnolo Fernando Navarrete Rojas, del Partito popolare europeo, che guiderà il gruppo negoziale dell'Eurocamera nel confronto con la presidenza irlandese del Consiglio, in rappresentanza degli Stati membri.
Il primo round di negoziati è previsto a breve e l'obiettivo dichiarato dalle istituzioni europee è quello di chiudere il regolamento entro il 2026, un passaggio propedeutico all'avvio delle sperimentazioni, che secondo i piani della Bce dovrebbero partire nella seconda metà del 2027 per durare circa un anno.
Il progetto pilota coinvolgerà una quarantina di banche e altri operatori dei pagamenti dell'eurozona, con una platea ristretta di utenti che effettueranno transazioni reali in un ambiente controllato per testare acquisti online e nei negozi, trasferimenti tra persone e operazioni senza connessione, prima di arrivare nei portafogli dei circa 355 milioni di cittadini dell'area euro.
Le regole per l'utilizzo e la tutela della privacy
Tra i punti chiave della posizione negoziale del Parlamento figurano garanzie specifiche per la privacy degli utenti: le transazioni in euro digitale, si legge nel testo approvato, potranno essere verificate senza esporre i dati personali, che saranno trattati unicamente nella misura strettamente necessaria al funzionamento del sistema, e senza un monitoraggio generalizzato delle informazioni sensibili.
Sul fronte dei costi, è stato stabilito che i servizi di base, come l'apertura del conto, la gestione dei fondi e l'accesso ad almeno uno strumento di pagamento, dovranno essere gratuiti per gli utenti, mentre per quanto riguarda gli esercenti, le commissioni non potranno essere superiori a quelle già applicate per gli attuali strumenti di pagamento elettronici. La maggior parte delle imprese sarà obbligata ad accettare pagamenti in euro digitale, con alcune deroghe previste per le microimprese e i lavoratori autonomi che non utilizzano sistemi digitali di pagamento.
Per proteggere la stabilità del sistema finanziario, verrà inoltre introdotto un limite alla quantità di euro digitali che ogni singolo cittadino potrà detenere.
Il ruolo strategico per l'autonomia europea
L'introduzione dell'euro digitale assume una crescente rilevanza politica e strategica in un contesto internazionale segnato dalle tensioni economiche e commerciali tra Unione europea e Stati Uniti: la nuova moneta è considerata a tutti gli effetti uno strumento per rafforzare l'autonomia europea nei pagamenti elettronici e ridurre la dipendenza dai circuiti privati internazionali, in particolare dai colossi americani Visa e Mastercard, che oggi dominano una quota rilevante del mercato dei pagamenti elettronici nel Vecchio continente.
La presidente della Bce Christine Lagarde ha più volte ribadito che l'euro digitale non sostituirà le banconote, ma affiancherà il contante in un sistema nel quale entrambe le forme di moneta manterranno pieno corso legale, contribuendo al contempo a creare un'infrastruttura europea indipendente per i pagamenti digitali. L'Unione europea ha inoltre ribadito che il contante dovrà restare disponibile, con particolare attenzione alle persone anziane, ai cittadini a basso reddito e a chi non ha accesso ai servizi bancari tradizionali.




