Incendi boschivi in Friuli, scatta lo stato di massima pericolosità
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Redazione Interno
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Gli incendi boschivi hanno portato il Friuli Venezia Giulia allo stato di massima pericolosità dopo l’aumento dei roghi registrati negli ultimi giorni e condizioni climatiche favorevoli alla propagazione delle fiamme. Temperature elevate, piogge scarse, siccità e vento rappresentano i principali elementi che aumentano il rischio durante la stagione estiva, considerata il periodo più delicato per i territori colpiti. La situazione ha interessato in particolare il Carso triestino, dove diversi incendi hanno richiesto nuovi interventi di spegnimento e monitoraggio.
Secondo quanto spiegato da Paolo Benedetti, direttore dell’Ispettorato Forestale di Trieste e Gorizia, anche in presenza di condizioni ambientali favorevoli agli incendi l’autocombustione rimane un fenomeno poco probabile. Il fattore umano risulta invece generalmente preponderante, anche se negli ultimi anni si sono verificati nella zona e nelle aree montane anche episodi causati da fulmini. La presenza di vegetazione secca e il clima stabile rendono comunque più semplice la diffusione dei roghi una volta innescati.
Lo stato di massima pericolosità e le condizioni del territorio
La dichiarazione dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi è stata adottata dal Servizio Foreste della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche insieme alla Protezione civile della Regione e al Comando del Corpo forestale regionale. La decisione è arrivata dopo il numero elevato di incendi che hanno interessato diverse zone del territorio regionale, dalle aree montane del Pordenonese fino al Carso triestino. Le condizioni meteorologiche previste, con tempo stabile e temperature elevate, favoriscono infatti una progressiva disidratazione della vegetazione, rendendola facilmente infiammabile.
L’emergenza ha coinvolto soprattutto il Carso triestino, dove alcuni roghi hanno continuato a ripartire anche dopo le prime operazioni di spegnimento. A Repen il suolo è rimasto incandescente anche dopo la conclusione degli interventi, rendendo necessaria la ripresa delle attività. La sindaca Tanja Kosmina ha spiegato che il rogo è ripartito poco dopo le 16 di domenica e che le operazioni si sono concluse in serata, ma nella mattinata successiva il terreno risultava ancora caldo e le squadre sono tornate al lavoro.
Interventi coordinati tra protezione civile, forestale e vigili del fuoco
Le operazioni contro gli incendi boschivi vengono coordinate dalla Protezione civile, che interviene insieme al Corpo forestale, mentre i Vigili del fuoco si occupano in particolare degli incendi di interfaccia, cioè quelli che coinvolgono le aree vicine alle abitazioni. A Repen sono impegnati circa cinquanta volontari tra protezione civile e vigili del fuoco per le attività di controllo e spegnimento. Il lavoro delle squadre prosegue anche quando le fiamme sembrano domate, perché il calore presente nel terreno può favorire nuove ripartenze.
La situazione registrata in Friuli Venezia Giulia ha portato quindi a rafforzare l’attenzione sui comportamenti che possono favorire l’avvio dei roghi e sulle condizioni ambientali che ne facilitano la diffusione. L’aumento degli incendi negli ultimi giorni, unito alla presenza di vegetazione secca e alle temperature elevate, ha determinato l’attuale fase di massima pericolosità su gran parte del territorio regionale.




