Bologna-Lecce, i felsinei vogliono dimenticare l’Europa mentre i salentini cercano la salvezza al Dall’Ara
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Domenica allo stadio Renato Dall’Ara, il Lecce, reduce da tre sconfitte consecutive e terzultimo in classifica con il terzo peggior rendimento esterno del campionato, cerca il primo successo in Serie A contro il Bologna dopo quindici anni, in una sfida che per i padroni di casa rappresenta un banco di prova psicologico oltre che tattico. La sconfitta casalinga subita per mano dell’Aston Villa nell’andata dei quarti di finale di Europa League – un 1-3 che ha messo in seria difficoltà la formazione di Vincenzo Italiano in vista del ritorno in Inghilterra – ha lasciato il segno non solo sul piano del risultato, ma anche su quello della gestione delle energie, con i rossoblù chiamati a resettare rapidamente per non compromettere ulteriormente l’umore dello spogliatoio. E proprio questa necessità di reagire alla delusione europea, unita alla voglia di riscattare un rendimento interno in campionato che negli ultimi mesi ha visto il Bologna raccogliere ben sei sconfitte in sette partite giocate tra le mura amiche, rende l’ostacolo Lecce molto più insidioso di quanto la distanza in classifica possa suggerire.
Le scelte obbligate di Italiano tra turnover e assenze pesanti
Per la sfida di domenica, che si giocherà alle 18:00, mister Vincenzo Italiano deve fare i conti con una lista d’indisponibili piuttosto lunga, che lo costringe a rivedere gli equilibri collaudati della sua retroguardia. Oltre allo squalificato Ferguson, il tecnico dei felsinei dovrà rinunciare a Skorupski, Lykogiannis e Dallinga, tutti fermi ai box per infortunio, mentre l’assenza di Helland – out per una sindrome influenzale dell’ultim’ora – si aggiunge alla lista dei convocati diramata al termine della rifinitura. Recuperato invece Odgaard, che era rimasto fuori nell’ultimo turno di campionato, e la cui presenza potrebbe rappresentare una soluzione offensiva alternativa: nelle ultime ore prende infatti forma l’idea di utilizzare proprio il danese come centravanti, supportato da Orsolini e Cambiaghi, in modo da concedere un meritato riposo a Castro in vista dell’impegno cruciale di giovedì a Birmingham. Davanti a Ravaglia – ormai stabilmente titolare in assenza di Skorupski – la linea difensiva vedrà probabilmente Lucumì al centro, con Vitik favorito su Casale per il ruolo accanto a lui, mentre sugli esterni Zortea e Miranda proveranno a fornire la necessaria spinta sulle fasce.
Di Francesco alla ricerca della compattezza perduta
Dal canto loro, i salentini arrivano a questa trentaduesima giornata con la consapevolezza che ogni risultato utile, soprattutto contro una formazione di alta classifica come il Bologna, diventerebbe prezioso in chiave salvezza. Dopo la vittoria sul Cremonese alla ventottesima giornata – che aveva fatto sperare in una svolta decisiva per uscire dalla zona calda della graduatoria – il Lecce di Eusebio Di Francesco ha incassato tre ko di fila contro Napoli, Roma e Atalanta, subendo il contraccolpo psicologico di un calendario proibitivo. E proprio l’allenatore dei giallorossi, nel corso della conferenza della vigilia, ha sottolineato la necessità di ritrovare quella compattezza che è venuta a mancare nell’ultima brutta prestazione: "Abbiamo analizzato la gara – ha ammesso Di Francesco – dovremo essere bravi a farci trovare pronti, il Bologna ha tante opzioni, soprattutto sugli esterni". La probabile formazione del Lecce, schierata con il consueto 4-2-3-1, vedrà Falcone tra i pali protetto da una difesa composta da Veiga, Siebert, Tiago Gabriel e Ndaba, mentre a centrocampo Coulibaly – che si è allenato con continuità – dovrebbe affiancare Ramadani in mediana, con Gandelman sulla trequarti e il tandem offensivo composto da Pierotti, Banda e Cheddira.
Un confronto dal passato recente che parla di equilibrio
Il precedente dell’andata, terminato con un equilibrato 2-2 al Via del Mare, racconta di una partita in cui il Lecce riuscì a rimontare fino all’ultimo respiro, con il gol di Camarda in pieno recupero a fissare il risultato dopo che Orsolini e Odgaard avevano ribaltato l’iniziale vantaggio di Coulibaly. Un dato, quest’ultimo, che evidenzia come le due squadre, nonostante gli obiettivi diversi – l’Europa per i rossoblù e la salvezza per i salentini – si siano sempre affrontate con grande intensità negli ultimi anni, senza mai regalare nulla all’avversario. Per il Lecce, che domenica proverà a interrompere un digiuno che dura dal lontano 2011, la posta in palio è ancora più alta: una vittoria al Dall’Ara non solo rappresenterebbe un’iniezione di fiducia enorme, ma permetterebbe di accorciare le distanze dalle dirette concorrenti, in un finale di stagione che si preannuncia infuocato fino all’ultima giornata. Dall’altra parte, il Bologna non può permettersi passi falsi, se vuole mantenere vive le residue speranze di agganciare il treno per le coppe europee anche attraverso la corsa in campionato.




