Indagine su 20 medici e infermieri del Policlinico Riuniti di Foggia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 4 settembre scorso, Natascia Pugliese, una giovane di 23 anni di Cerignola, è deceduta nella sala operatoria del Policlinico Riuniti di Foggia durante un intervento chirurgico. La ragazza era stata vittima di un incidente stradale a giugno mentre si trovava a bordo di un monopattino elettrico. Le complicazioni seguite all'incidente hanno reso necessario l'intervento chirurgico, durante il quale si è verificato il decesso.

La notizia della morte di Natascia ha scatenato una reazione violenta da parte dei familiari e degli amici della giovane, che hanno aggredito il personale sanitario presente in ospedale. Le immagini dei medici e degli infermieri barricati in uno stanzino per sfuggire alla furia degli aggressori hanno fatto il giro del web e dei telegiornali. Tre operatori sanitari sono rimasti feriti durante l'aggressione.

La Procura di Foggia ha aperto un'indagine per cooperazione in omicidio colposo nei confronti di venti dipendenti del Policlinico Riuniti, tra medici e infermieri, coinvolti nell'intervento chirurgico. Giuseppe Pasqualone, direttore generale del Policlinico, ha definito l'indagine "un atto dovuto" per fare chiarezza sulle circostanze del decesso della giovane.

L'autopsia sul corpo di Natascia Pugliese è attesa per fornire ulteriori dettagli sulle cause della morte. Nel frattempo, l'indagine della Procura prosegue per accertare eventuali responsabilità da parte del personale sanitario coinvolto.

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