Lady Gaga, la rivelazione sul litio: «Su A Star Is Born non riuscivo a riconoscermi»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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In un’intervista di rara franchezza concessa a Rolling Stone, Lady Gaga ha ricostruito il periodo di profonda crisi psicologica che ha caratterizzato la realizzazione di A Star Is Born, il film del 2018 che l’ha vista protagonista accanto a Bradley Cooper. L’artista, il cui vero nome è Stefani Joanne Angelina Germanotta, ha svelato di aver affrontato le riprese mentre era sotto trattamento a base di litio, un farmaco stabilizzante dell’umore la cui assunzione – come lei stessa ha sottolineato – era necessaria per gestire un crollo psichico di notevole entità. Quel momento, che avrebbe dovuto rappresentare l’apice di una carriera già straordinaria, si è trasformato invece in una fase di estrema vulnerabilità, durante la quale, stando a quanto racconta, ha smarrito la percezione di sé.
Il racconto del dolore fisico e mentale
A complicare ulteriormente un quadro già delicato, contribuì in maniera decisiva il dolore cronico derivante dalla fibromialgia, una condizione che acuì la sua sofferenza fino a condurla a quello che ha definito un vero e proprio collasso. «Un giorno mia sorella mi ha detto: ‘Non vedo più mia sorella’», ha rivelato la cantante, ricordando il momento che ha segnato una svolta. Quella presa di coscienza, arrivata attraverso la voce di una persona cara, la spinse a un drastico cambio di rotta, che comportò dapprima l’annullamento di un tour e, in seguito, il ricovero in una struttura ospedaliera per ricevere cure psichiatriche adeguate.
L’amore come via per la guarigione
Sebbene il periodo sia stato segnato da una prova così ardua, Lady Gaga ha parlato anche del processo che l’ha condotta verso un graduale recupero, indicando nell’amore – inteso nella sua accezione più ampia e profonda – la forza che le ha permesso di non temere il percorso di guarigione. La sua testimonianza, che si inserisce in un dibattito sempre più urgente sul rapporto tra salute mentale, giovani generazioni e narrazione mediatica, assume un valore particolare proprio per la sua schiettezza, lontana da qualsiasi tentazione di romanticizzare la malattia mentale o di dipingerla come una sorta di musa ispiratrice.
Il peso e la responsabilità della testimonianza
Le sue parole, del resto, vanno ben oltre la semplice confessione di un momento difficile, restituendo piuttosto il ritratto di un’esperienza dolorosa e al tempo stesso trasformativa. La stessa artista ha affermato di considerarsi «fortunata ad essere viva», una dichiarazione che racchiude tutta la gravità di ciò che ha vissuto. Anche oggi, nonostante il successo e il lavoro su di sé, ammette di doversi a volte convincere, prima di salire sul palco, di non essere sul punto di avere un attacco di panico, dimostrando come la gestione della propria psiche rimanga un impegno costante.




