Ucraina: il nunzio prega conversione dalla guerra alla pace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Kiev almeno 20 persone sono morte nella notte di bombardamenti russi che ha colpito la capitale ucraina tra la mezzanotte e l’alba, con una pioggia di missili e droni che ha devastato aree residenziali e infrastrutture. Le prime ricostruzioni indicano un bilancio iniziale di almeno 18 vittime, poi salito fino ad almeno 20 secondo le autorità locali. L’attacco, definito tra i più intensi degli ultimi quattro anni e mezzo, ha coinvolto decine di missili balistici e centinaia di droni, mentre le operazioni di soccorso continuano in diverse zone della città. Tra gli edifici colpiti anche un palazzo residenziale parzialmente crollato nel distretto di Darnitskyi, dove i vigili del fuoco scavano tra le macerie con il timore che il numero delle vittime possa aumentare ulteriormente.

Raid su Kiev tra missili e droni russi

Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, la Russia ha lanciato 74 missili e 496 droni durante l’attacco notturno su Kiev, in una combinazione di offensive aeree che ha colpito anche zone residenziali. Le difese aeree avrebbero intercettato 48 missili e 476 droni, mentre gli altri hanno raggiunto gli obiettivi causando danni diffusi. L’intensità dell’offensiva ha reso la notte una delle più difficili dall’inizio del conflitto, con esplosioni ripetute e continui allarmi che hanno costretto migliaia di persone a rifugiarsi nelle stazioni della metropolitana.

Le conseguenze materiali si sono concentrate soprattutto su edifici civili e infrastrutture urbane, con interi quartieri coinvolti nei danni provocati dalle esplosioni. Nel distretto di Darnitskyi, un edificio residenziale è parzialmente crollato e le squadre di emergenza hanno avviato le operazioni di ricerca tra le macerie. Il Servizio statale di emergenza ha confermato che i soccorsi proseguono in più punti della città, mentre il bilancio delle vittime resta provvisorio e soggetto a ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore.

Testimonianze e reazioni tra paura e soccorsi

Nelle ore successive all’attacco, gli abitanti di Kiev hanno raccontato una notte trascorsa nei rifugi della metropolitana, tra esplosioni ravvicinate e la paura di restare intrappolati. Olena Ilchenko, 18 anni e madre da poco, ha descritto il momento in cui ha creduto di non sopravvivere, raccontando di aver pregato per salvare almeno suo figlio prima della fuga insieme ad altre persone. Le testimonianze evidenziano il clima di panico diffuso mentre la città veniva colpita da ondate successive di attacchi aerei.

A livello istituzionale, il nunzio ha espresso la propria preghiera affinché la Russia si converta dalla guerra alla pace, mentre sul piano politico il presidente ucraino ha promesso una risposta agli attacchi. Le operazioni di soccorso continuano senza sosta, con squadre impegnate tra edifici danneggiati e aree ancora sotto controllo delle emergenze, in attesa di un aggiornamento definitivo sul numero delle vittime e sui danni complessivi.

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