Monaco, auto sulla folla: terrore prima del voto

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ieri mattina, intorno alle dieci e mezzo, una Mini bianca si è scagliata contro una manifestazione sindacale dei Verdi sulla Seidlstraße, a Monaco di Baviera. Alla guida c’era Farhad N., un 24enne afghano arrivato in Germania come rifugiato, che ha aggirato i controlli della polizia, schiantandosi deliberatamente contro la folla. Tra i partecipanti alla protesta, organizzata per i diritti dei dipendenti pubblici, c’erano famiglie, anziani, giovani e bambini. Una madre con il figlio di due anni nel passeggino è stata tra le prime vittime del folle gesto, seguito da una scia di feriti che ha coinvolto almeno 28 persone.

La dinamica dell’attacco riporta alla memoria episodi simili, come la strage al mercatino di Natale di Magdeburgo del dicembre scorso o l’attentato di Berlino del 2016, quando un camion fu utilizzato come arma contro civili inermi. Anche in questo caso, il profilo dell’autore sembra seguire uno schema già visto: un giovane straniero, arrivato in Germania durante la cosiddetta “politica delle porte aperte” dell’era Merkel, che agisce in modo apparentemente improvviso ma devastante.

Farhad N., nato a Kabul, aveva iniziato il suo viaggio verso l’Europa nel 2016, sbarcando in Italia come “minore non accompagnato”. Le autorità italiane lo avevano identificato e fotosegnalato a Reggio Calabria il 16 novembre di quell’anno, ma della sua permanenza nel nostro Paese si sa poco. Secondo le regole di Dublino, avrebbe dovuto richiedere asilo proprio in Italia, ma il suo percorso è proseguito verso la Germania, dove la sua richiesta di protezione internazionale è stata successivamente respinta.

La reazione politica non si è fatta attendere. Leader di diversi partiti, in modo bipartisan, hanno espresso sconcerto per quello che è stato definito un “ennesimo atto di terrore”, puntando il dito contro le politiche migratorie e chiedendo una linea più dura. “Zero tolleranza sull’immigrazione” è diventato lo slogan immediato, cavalcato soprattutto dalla destra, che ha colto l’occasione per rilanciare la propria agenda in vista delle prossime elezioni.

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