Orgoglio Lane, orgoglio del Menti: il Vicenza non molla
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Redazione Sport
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Il Padova, se vuole davvero la serie B, dovrà sudarsela fino all’ultimo respiro, perché il Vicenza – pur vacillando – non ha alcuna intenzione di arrendersi. A regalare i tre punti al Lane, in una partita che rischiava di trascinarsi nella palude delle occasioni sprecate, è stato il gol di Talarico, il più biancorosso dei biancorossi, capace di trasformare un pallone all’incrocio in una luce inaspettata. Quella rete, arrivata al 37' del primo tempo, ha sciolto la tensione accumulata dopo la sconfitta contro la Virtus Verona, restituendo fiducia a una squadra che nel primo tempo era apparsa fragile, quasi schiacciata dal peso delle aspettative.
Zonta, entrato nel secondo tempo, ha ammesso senza giri di parole le difficoltà: «Entrare a freddo non è mai semplice, figuriamoci farlo in un ruolo che non è il mio». Eppure, proprio lui ha incarnato lo spirito di una squadra che «non ha paura di rialzarsi». L’abbraccio con la curva, dopo la vittoria, ha detto tutto: «Essere secondi, dopo una rincorsa così, brucia. Ma nel calcio nulla è scontato».
Sul campo, il Vicenza ha controllato senza strafare, anche se nel finale – con la Triestina a un passo dal pareggio per un fuorigioco millimetrico – i brividi non sono mancati. «Noi ci crediamo», ha urlato qualcuno dal Menti, e la classifica, con il Padova ancora a portata di mano, gli dà ragione.
Stefano Vecchi, in conferenza stampa, ha tenuto i piedi per terra ma senza nascondere l’ambizione: «Davanti a noi c’è chi sta facendo una stagione straordinaria, ma se continuiamo così, le sorprese potrebbero arrivare». La formazione, intanto, ha dimostrato di saper adattarsi: con Confente tra i pali, una difesa a tre compatta e Talarico – poi sostituito da De Col – a dettare accelerazioni decisive.




