Capodichino verso lo stop di novembre, il piano per treni e voli su Salerno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'aeroporto di Napoli-Capodichino si appresta a vivere un autunno di transizione, con lo stop programmato per l'intero mese di novembre e una chiusura tecnica necessaria per i lavori di riqualificazione della pista di volo e dei raccordi.

Si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria che, come precisato dalla stessa società di gestione, non rientra tra le opere previste dal Masterplan presentato nei giorni scorsi, ma che si rende comunque indispensabile per garantire standard di sicurezza e operatività adeguati a uno scalo che, soltanto nei tre mesi estivi, ha registrato il transito di 6,1 milioni di passeggeri, con una crescita del 7,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La rete ferroviaria come priorità

Con il dirottamento dei flussi turistici e commerciali verso l'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi, il nodo dei collegamenti terrestri diventa centrale. A sollevare la questione sono stati alcuni consiglieri regionali, che hanno inviato una lettera all'assessore regionale ai Trasporti per chiedere un piano straordinario che non gravi unicamente sulla viabilità ordinaria e sulla stazione centrale di Salerno.

La richiesta, in particolare, punta a un confronto immediato con Ferrovie dello Stato per incrementare le corse ferroviarie in arrivo dalle direttrici di Napoli e Roma e per aumentare le fermate presso la stazione di Montecorvino Rovella-Bellizzi, infrastruttura considerata strategica per la sua vicinanza fisica allo scalo salernitano.

Il nodo delle infrastrutture

La stazione di Montecorvino Rovella-Bellizzi, oggi servita da un numero limitato di convogli, potrebbe diventare un punto di accesso alternativo rispetto al capoluogo provinciale, evitando quel trasferimento su gomma che, secondo i firmatari della richiesta, comporta un aggravio di tempi e costi per i passeggeri. La richiesta di potenziamento non riguarda soltanto il periodo di chiusura dello scalo napoletano, ma si inserisce in una più ampia riflessione sulla necessità di integrare maggiormente l'aeroporto di Salerno con la rete ferroviaria regionale.

Il tema era già emerso in passato, quando le organizzazioni sindacali avevano sottolineato come un aeroporto isolato dal contesto urbano e turistico rischi di trasformarsi in un'infrastruttura sottoutilizzata.

Il Masterplan e la prospettiva al 2035

Lo stop di novembre rappresenta, in ogni caso, un passaggio distinto rispetto al percorso di crescita delineato dal Masterplan approvato da Enac e presentato nei giorni scorsi. Il piano prevede investimenti complessivi per oltre 250 milioni di euro entro il 2035, di cui 230 con risorse private e 22 milioni provenienti dalla Regione Campania per gli interventi sulla viabilità dell'area.

L'obiettivo dichiarato è trasformare Capodichino in un city airport intercontinentale, con un nuovo terminal dedicato ai voli extra-Schengen, nuove piazzole di sosta per gli aeromobili, un airport hotel e una crescita sostenibile del traffico fino a 17,3 milioni di passeggeri l'anno. La prima fase dei lavori, secondo le intenzioni della società di gestione, dovrebbe essere completata entro il 2029.

Le prospettive per Salerno

Nel frattempo, l'aeroporto di Salerno-Costa d'Amalfi si prepara ad accogliere parte del traffico che sarà costretto a dirottare su altri scali durante il mese di novembre. La sfida non riguarda soltanto la capacità ricettiva dello scalo, ma anche la sua accessibilità: senza un potenziamento dei collegamenti ferroviari, il rischio è che l'aumento dei passeggeri si traduca in un sovraccarico per la viabilità stradale e per la stazione di Salerno città, con ripercussioni sui tempi di percorrenza per chi viaggia da e per Napoli e Roma.

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