Asili nido in Italia: un futuro incerto
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Redazione Interno
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Il governo italiano ha recentemente annunciato un secondo piano per gli asili nido, dopo che la Commissione Europea ha approvato il nuovo Pnrr italiano, che prevedeva un taglio di 100mila posti per le scuole per i più piccoli. Questa notizia ha suscitato molte preoccupazioni, dato che l'obiettivo originario era di creare 265mila nuovi posti entro il 2026, ma questo numero era stato successivamente ridotto a 250mila e, infine, quasi dimezzato a 150mila.
La revisione del Pnrr non solo ha ridotto il numero di posti negli asili nido, ma ha anche influenzato i finanziamenti ai Comuni, suscitando preoccupazioni riguardo alle risorse destinate alle imprese. Queste modifiche hanno causato la reazione delle opposizioni, che hanno criticato l'esecutivo e denunciato che queste misure rappresentano un ulteriore colpo alle donne.
Nonostante le critiche, il governo ha rassicurato che continuerà ad investire sugli asili nido e ha annunciato l'arrivo di due nuovi piani. Tuttavia, in Italia, solo due o tre bambini su dieci frequentano gli asili nido e le famiglie che riescono a mandarli sono in gran parte più ricche della media, composte da genitori spesso laureati e con madri che lavorano. Con i fondi del Pnrr, si sarebbero dovuti introdurre oltre 250 mila nuovi posti per accogliere altrettanti bambini fino a tre anni, per avvicinarsi al target medio fissato dall’Ue, attorno al 35%. Ora, con il taglio dei posti, il futuro degli asili nido in Italia rimane incerto.




